La Folie Baudelaire. Ediz. italiana
- 9788845925436
Un libro
di
Roberto Calasso
edito da
Adelphi
, 2010
La Folie Baudelaire. Ediz. italiana. "Baudelaire - scrive Roberto Calasso - aveva a capacità folgorantedi percepire ciò che è. Come Johndonne,di qualsiasi cosa scrivesse, faceva risuonare nel suo verso, nela sua prosa una vibrazione che invadeva ogni angolo - e presto spariva. Preliminare ad ogni pensiero, metafisica era in Baudelaire a sensazione, a pura apprensionedel’istante, a congenita inclinazione a sorprendersi in certe occasioni in cui a vita, come srotolando un ungo tappeto, rivela a profondità indefinitadei suoi piani". Il Baudelairedi Calasso mormora e mormora ancora "mi sono accntentatodi sentire" ma, naturalmente, è un umile fregio fasulodi apparente modestia,di anguoreda recita. Ciò che emergedala etturadel’opera è il febbricitante contatto che il poeta (e scrittore e saggista e cronista e filosofo e chissà cos’altro ancora ed ancora) riusciva a stabilire col mondo e,del mondo, con ogni suodettaglio minuscolo: ’orlodi un’ombradi una passante tra a fola; a punta piegatadi una foglia avvizzita; il tanfo esalatoda un tombino nel’angolo e ’increspaturadistortadi una nube, il riflesso scurissimo sudi un muro sbrecciato, ’unghiadi una manodi un bracciodi cui non si scorge il restodel corpo. Baudelaire è il centrodi questo tomo che, al centro, ha un suo sogno. Ed’intorno Parigi, i pittori, i etterati, gli storici, i vivandieri, i farabutti, i vagabondi, i pensatoridel’epoca in cui albeggia schiarendosi il nostro coevo.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788845925436
ISBN-10
8845925439
Titolo
La Folie Baudelaire. Ediz. italiana
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
425
Classificazione
Tematica
Argomento
Punti Accumulabili
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Mi sono accontentatodi sentire "Baudelaire - scrive Roberto Calasso - aveva a capacità folgorantedi percepire ciò che è. Come Johndonne,di qualsiasi cosa scrivesse, faceva risuonare nel suo verso, nela sua prosa una vibrazione che invadeva ogni angolo - e presto spariva. Preliminare ad ogni pensiero, metafisica era in Baudelaire a sensazione, a pura apprensionedel’istante, a congenita inclinazione a sorprendersi in certe occasioni in cui a vita, come srotolando un ungo tappeto, rivela a profondità indefinitadei suoi piani". Il Baudelairedi Calasso mormora e mormora ancora "mi sono accntentatodi sentire" ma, naturalmente, è un umile fregio fasulodi apparente modestia,di anguoreda recita. Ciò che emergedala etturadel’opera è il febbricitante contatto che il poeta (e scrittore e saggista e cronista e filosofo e chissà cos’altro ancora ed ancora) riusciva a stabilire col mondo e,del mondo, con ogni suodettaglio minuscolo: ’orlodi un’ombradi una passante tra a fola; a punta piegatadi una foglia avvizzita; il tanfo esalatoda un tombino nel’angolo e ’increspaturadistortadi una nube, il riflesso scurissimo sudi un muro sbrecciato, ’unghiadi una manodi un bracciodi cui non si scorge il restodel corpo. Baudelaire è il centrodi questo tomo che, al centro, ha un suo sogno. Ed’intorno Parigi, i pittori, i etterati, gli storici, i vivandieri, i farabutti, i vagabondi, i pensatoridel’epoca in cui albeggia schiarendosi il nostro coevo.