Il sangue di Ivan il Terribile si è appena rappreso sui tappeti del Cremlino mentre una corona vacillante attende il primo usurpatore.
Prosper Mérimée ricostruisce l'ascesa dei falsi Demetrii durante l'epoca dei Torbidi, seguendo l'intricato crollo della dinastia rurikide verso il dominio Romanov.
Mosca diventa il teatro di un caos sistematico dove tre impostori reclamano un’identità defunta per occupare lo scranno imperiale. Boiari ambiziosi e gesuiti manipolatori tessono alleanze precarie mentre la plebe osserva il tracollo dell'ordine costituito.
Il potere logora tutto.
L’epoca dei Torbidi russa si manifesta attraverso scorribande di cosacchi e congiure di palazzo che sovvertono il lignaggio degli zar. Tra le ombre di una corte decadente, contesse polacche intrecciano destini con zarine detronizzate, trasformando l'identità di un giovane principe morto in uno strumento di conquista politica. Le rivolte si alimentano di leggende metropolitane, spingendo intere fazioni verso il cuore del Cremlino nel tentativo di legittimare una discendenza mai avvenuta. Questo intrigo degli impostori russi si dipana tra esecuzioni sommarie e il ritorno ciclico di presunti eredi, delineando il profilo di una nazione in cerca di stabilità dopo la fine violenta di Ivan. La storiografia si fonde con la brutalità di un popolo soggiogato dalle visioni degli astrologhi e dalla sete di dominio delle élite.
L’ultima pretesa al trono si dissolve nel silenzio dei monasteri dove le regine vengono confinate per dimenticare il proprio nome.
Per chi è
✔ Lettori di saggi storiografici dell'Ottocento europeo.
✔ Appassionati di vicende dinastiche dell'Impero russo.
Perché è diverso
La narrazione combina la precisione documentaria dello storico con la prosa febbrile di Landolfi, creando una sintesi stilistica rara. L'opera si distacca dalla cronaca pura analizzando il meccanismo dell'impostura come motore principale del collasso statale russo.
Dettagli Bibliografici
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