Il sibilo delle ali del falco lacera il silenzio dei campi di fieno sopra le rovine del monastero.
L'adolescente Billy Casper trova nel gheppio Kes una via di fuga dall'ostilità di un villaggio minerario inglese, dove il destino è già segnato dal grigio del carbone.
Le giornate scorrono tra i soprusi del fratellastro Jud e le umiliazioni dei docenti, confinando Billy in un isolamento cupo e soffocante.
Il cielo tace.
Il recupero furtivo del volatile trasforma l'inquietudine in una dedizione maniacale verso l'addestramento, attinto da un manuale di falconeria rubata a Barnsley che segna il distacco definitivo dal compagno di scorribande MacDowall. Tra le mura domestiche opprimenti, il rapporto con la creatura selvatica evolve in una sintonia con il rapace selvatico che scardina l'autorità bruta di chi tenta di sottometterlo, portandolo a ignorare le aspettative imposte dal lavoro in miniera. Questo legame, costruito in segreto lontano dagli occhi di una famiglia indifferente, plasma un nuovo linguaggio basato sulla caccia e sulla reciproca libertà ferina.
L'indipendenza del falco resta l'unica bussola in un mondo che pretende la sua sottomissione assoluta.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa sociale britannica del Novecento.
✔ Appassionati di storie di formazione nel contesto industriale.
Perché è diverso
La narrazione evita il compiacimento drammatico, lasciando che il legame tra il protagonista e il falco emerga attraverso l'azione pura dell'addestramento. L'ambientazione nella provincia mineraria inglese del Nord viene restituita senza filtri, rendendo la scelta di una vita diversa non un atto eroico, ma una sopravvivenza silenziosa e quotidiana.
Dettagli Bibliografici
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