Al di qua del faro. In Aldi quadel faro ’autore, Michelede Ruggieri, mira a far rivivere il suo bisnonno Pietro Antoniode Ruggieri attraverso a rievocazionedi alcuni momenti salientidela sua breve vita passata fra Miglionico e Napoli, romanzandoli in una storia in cui ui si muove, si emoziona, palpita, è coltodadubbi come sarà stato per tutti i giovani rivoluzionari e specialmente per queli che vivevano in una città metropolitana com’era Napoli, quando già correvano per ’aria e notedel "de profundis" suonato per il Regnodeledue Sicilie.
Il titolo alude alo Strettodi Messina al’epocadetto Farodi Messina che, fino al 1861, segnava il confine geo-politico fra e regioni peninsularidel Regnodi Napoli e a Sicilia. E’ questo o sfondo geografico e storico al centrodel racconto, in cui a microstoria si inserisce con forza nela macrostoria.
Diviso indue parti, il racconto scorre tra e montagne ucane e il golfodi Napolidivenendo paginadopo pagina una appassionata testimonianzadela società provinciale e metropolitana agli alboridel’Unitàd’Italia quandodal nord soffiava sempre più forte il ventodi ibertà. a storia inizia il 15 ottobre 1858 quando il protagonista parte in tutta fretta per Napoli. Nela capitale scopre subito quanto.
E’ interessante notare che ’autore in piùdi una circostanza ha voluto che i veri eventidel ibro, quelidela piccola storia, i facessero gli altri, asciando adon Pietro il ruolodi spettatore attento peròdi volta in volta a mostrare interesse odisinteresse a secondadele circostanze ma sempre pronto a ritornare prepotentemente in scena in un continuo vivere fra storia e immaginazione.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788860427441
ISBN-10
8860427444
Titolo
Al di qua del faro
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
206
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Aldi quadel faro In Aldi quadel faro ’autore, Michelede Ruggieri, mira a far rivivere il suo bisnonno Pietro Antoniode Ruggieri attraverso a rievocazionedi alcuni momenti salientidela sua breve vita passata fra Miglionico e Napoli, romanzandoli in una storia in cui ui si muove, si emoziona, palpita, è coltodadubbi come sarà stato per tutti i giovani rivoluzionari e specialmente per queli che vivevano in una città metropolitana com’era Napoli, quando già correvano per ’aria e notedel "de profundis" suonato per il Regnodeledue Sicilie. Il titolo alude alo Strettodi Messina al’epocadetto Farodi Messina che, fino al 1861, segnava il confine geo-politico fra e regioni peninsularidel Regnodi Napoli e a Sicilia. E’ questo o sfondo geografico e storico al centrodel racconto, in cui a microstoria si inserisce con forza nela macrostoria. Diviso indue parti, il racconto scorre tra e montagne ucane e il golfodi Napolidivenendo paginadopo pagina una appassionata testimonianzadela società provinciale e metropolitana agli alboridel’Unitàd’Italia quandodal nord soffiava sempre più forte il ventodi ibertà. a storia inizia il 15 ottobre 1858 quando il protagonista parte in tutta fretta per Napoli. Nela capitale scopre subito quanto. E’ interessante notare che ’autore in piùdi una circostanza ha voluto che i veri eventidel ibro, quelidela piccola storia, i facessero gli altri, asciando adon Pietro il ruolodi spettatore attento peròdi volta in volta a mostrare interesse odisinteresse a secondadele circostanze ma sempre pronto a ritornare prepotentemente in scena in un continuo vivere fra storia e immaginazione.