La storia urbana di Mosca si snoda non attraverso i monumenti del potere imperiale, ma lungo le traiettorie di chi ha tentato di sovvertirli.
Valentina Parisi analizza la capitale russa tracciando una mappa sotterranea di dissidenza e contestazione, che parte dalle sollevazioni popolari del 1662 per arrivare alle mobilitazioni civili di inizio millennio. Attraverso lo studio dei movimenti di opposizione a Mosca, il saggio intreccia cronaca storica, letteratura dostoevskiana e analisi delle arti performative, mostrando come lo spazio pubblico cittadino sia diventato il palcoscenico naturale per la sfida al dispotismo. Il testo, arricchito dalla prefazione di Gian Piero Piretto, decodifica il modo in cui anarchici e intellettuali abbiano riletto la topografia monumentale per trasformare la piazza in un laboratorio di dissenso radicale.
Per chi è
✔ Studiosi di storia politica e culturale russa
✔ Lettori interessati alle dinamiche di protesta urbana
Perché è diverso
A differenza dei testi che si concentrano sull'architettura monumentale, il libro rilegge la città esclusivamente attraverso l'ottica degli atti di rottura storica e simbolica compiuti dai suoi abitanti.
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