Il testamento di Mr. Dashwood lascia le sue figlie eredi di un nome nobile ma prive di una dote consistente.
Elinor e Marianne Dashwood si trasferiscono in un cottage del Devonshire dopo la morte del padre, misurandosi con le ristrettezze economiche e le rigide convenzioni sociali del primo Ottocento inglese.
Il tetto di paglia del cottage di Barton accoglie il dolore delle due sorelle, costrette a rinunciare alle sicurezze di Norland Park per una vita fatta di privazioni quotidiane e attese vane.
Tutto cambia improvvisamente.
Elinor cela il proprio tormento dietro un contegno impeccabile, mentre Marianne si abbandona senza riserve alla passione bruciante per John Willoughby, ignorando le maldicenze che serpeggiano nei salotti locali. Attraverso questa formazione sentimentale nel Devonshire, le sorelle devono decifrare i silenzi di Edward Ferrars e le ipocrisie dei vicini, trasformando il proprio sguardo sulla realtà.
Soltanto un difficile equilibrio tra ragione e sentimento permette di superare la fragilità delle promesse infrante e la pressione di una società che valuta le persone in base alla rendita annuale, forzando le protagoniste a una maturazione consapevole e definitiva.
Il peso delle convenzioni si sgretola infine davanti alla lucida comprensione di ciò che resta dopo la tempesta emotiva.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa classica britannica del primo Ottocento.
✔ Chi segue la letteratura del realismo domestico d'epoca.
Perché è diverso
Il romanzo opera una decostruzione sistematica dei pilastri emotivi delle protagoniste, contrapponendo il rigore della disciplina interiore all'esuberanza del patimento individuale. La struttura narrativa sfrutta le convenzioni sociali del mondo rurale inglese non come sfondo, ma come elemento dinamico che plasma direttamente le scelte matrimoniali delle sorelle Dashwood.
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