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Ferragus aggiunto a carrello

Ferragus - 9788811366546


Un libro di   Balzac Honoré de  
edito da  Garzanti  , 2006

Ferragus. La città è un romanzo, un vasto affresco vivissimo; e vie sono personaggi, ognunadotatad’umore,di veste,di tratto specifico; a storia è un incrociodi queste vie edi ciò che vi germinadentro: costruzioni artificiali mostruose, ottedi popolo e odi tra singoli, intreccididestini che sembravanodove procere paraleli edistanti. a "città mostro", tentacolare seppur pre-moderna: questa ’impresa cui Balzacda forma e inchiostro e sostanza. Edire che era partitodal’ideadidescrivere una retedi società segrete,di confraternite carbonare che s’acquattano sotto terra, tra i vicoli, negli androni e tra scale; piccole società segrete che tengono in pugno tutto il contesto,del contesto ’intera popolazione,del’intera popolazione ildestino. Ma il romanzo (d’un romanticismodi primo Ottocento) vienediverso ediventa, pur con un intreccio fattodi colpidi scena e sorprese improvvise, un poema topografico che fadela città,del suo ventre,dele sue fattezze complesse un corpodotatodi carne, pele,d’un proprio inguaggio,di articolazioni motorie edi una vicenda che chieded’esser narrata. Così o scritto (che tanto risente, per meravigliosa fortuna,del Balzac bozzettista cittadino)diventa una viva enciclopedia, un compendiodotatodi respiro edi un’anima che sorprende con a pioggia improvvisa, i vagabondi per strada, e acquedi un fiume; o scorrere impazzitod’una carrozza, un velo che volteggia nel’aria, una ama che fa riflesso opportuno e sorprende con una magnifica galeriad’interni, ora miseri ora nobiliari o borghesi, resi con cartaceo effetto pittorico. Scriverà un estasiato Pavese che "Balzac ha scoperto a grande città come covatadi mistero ed il senso che ha sempre sveglio è a curiosità: è a sua Musa. Egli s’inoltra in un intricodi cose sempre con ’ariadi chi fiuta e promette un mistero e va smontando a macchina pezzo per pezzo. e sue sentenze, e sue osservazioni, e tirate, i motti non sono verità psicologiche ma sospettida giudice istruttore, pugni sul mistero che, perdio, sideve chiarire. eggere, ovvero vedere, ’iniziodi "Ferragus" è sublime: è già Baudelaire che s’annuncia".

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788811366546
ISBN-10
8811366542
Titolo
Ferragus
Editore
Data Pubblicazione
2006
Collana
Pagine
LXI-113
Punti Accumulabili

Recensioni a "Ferragus" 9788811366546

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4
Alex Toppi (07/11/2011)

Un Balzac che sembra Baudelaire La città è un romanzo, un vasto affresco vivissimo; e vie sono personaggi, ognunadotatad’umore,di veste,di tratto specifico; a storia è un incrociodi queste vie edi ciò che vi germinadentro: costruzioni artificiali mostruose, ottedi popolo e odi tra singoli, intreccididestini che sembravanodove procere paraleli edistanti. a "città mostro", tentacolare seppur pre-moderna: questa ’impresa cui Balzacda forma e inchiostro e sostanza. Edire che era partitodal’ideadidescrivere una retedi società segrete,di confraternite carbonare che s’acquattano sotto terra, tra i vicoli, negli androni e tra scale; piccole società segrete che tengono in pugno tutto il contesto,del contesto ’intera popolazione,del’intera popolazione ildestino. Ma il romanzo (d’un romanticismodi primo Ottocento) vienediverso ediventa, pur con un intreccio fattodi colpidi scena e sorprese improvvise, un poema topografico che fadela città,del suo ventre,dele sue fattezze complesse un corpodotatodi carne, pele,d’un proprio inguaggio,di articolazioni motorie edi una vicenda che chieded’esser narrata. Così o scritto (che tanto risente, per meravigliosa fortuna,del Balzac bozzettista cittadino)diventa una viva enciclopedia, un compendiodotatodi respiro edi un’anima che sorprende con a pioggia improvvisa, i vagabondi per strada, e acquedi un fiume; o scorrere impazzitod’una carrozza, un velo che volteggia nel’aria, una ama che fa riflesso opportuno e sorprende con una magnifica galeriad’interni, ora miseri ora nobiliari o borghesi, resi con cartaceo effetto pittorico. Scriverà un estasiato Pavese che "Balzac ha scoperto a grande città come covatadi mistero ed il senso che ha sempre sveglio è a curiosità: è a sua Musa. Egli s’inoltra in un intricodi cose sempre con ’ariadi chi fiuta e promette un mistero e va smontando a macchina pezzo per pezzo. e sue sentenze, e sue osservazioni, e tirate, i motti non sono verità psicologiche ma sospettida giudice istruttore, pugni sul mistero che, perdio, sideve chiarire. eggere, ovvero vedere, ’iniziodi "Ferragus" è sublime: è già Baudelaire che s’annuncia".

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