Una stanza d'albergo a Parigi trattiene ancora l'eco di uno sparo e il peso di un corpo senza vita tra le lenzuola sfatte.
Vera, legata al defunto da un passato russo ormai svanito, ripercorre il filo di esistenze strappate dall'esilio e segnate da matrimoni logoranti.
Un biglietto lasciato accanto a Sam trasforma i ricordi di una giovinezza a Pietroburgo in un labirinto di stenti e partenze forzate verso l'ignoto.
Tutto è cambiato.
La vita in Francia si dipana tra la cura di un marito malato, il cui declino diventa un’attesa silenziosa, e il peso di una quotidianità priva di stabilità emotiva. Vera attraversa le peripezie dell'emigrazione russa mentre il suo sguardo cerca un approdo tra le macerie della rivoluzione.
L'arrivo improvviso di un nuovo uomo nel suo orizzonte trasforma la ricerca personale in una riflessione sul dolore cronico che abita le pareti del tempo. Indagando le dinamiche di sopravvivenza affettiva, scopre che la fine di ogni legame nasconde la possibilità di accettare il divenire, liberandosi dal tormento del passato.
La felicità non è una meta, ma il respiro quieto di chi accetta finalmente di lasciarsi vivere.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura russa dell'esilio.
✔ Estimatori di introspezione psicologica novecentesca.
Perché è diverso
L'opera costruisce una struttura circolare in cui la morte di un compagno di giovinezza diventa il motore immobile di un'analisi esistenziale profonda. La narrazione sovrappone il trauma della rivoluzione e della diaspora alla fragilità delle relazioni intime, offrendo una prospettiva sulla resilienza umana priva di retorica.
Dettagli Bibliografici
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