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Gelo aggiunto a carrello

Gelo - 9788806187309


Un libro di   Thomas Bernhard  
edito da  Einaudi  , 2008

Gelo. "Le parole avviliscono quelo che si pensa, a carta ridicolizza quelo che si pensa.di una cosa straordinaria, a carta fa una cosa insignificante, ridicola. e parole sono state create per abbassare e abolire il pensiero. Nuladi quelo che è scritto è vero: non può pretendere a nula: nemmeno ala precisione, nemmeno se tutto è fissato con piena conoscenzadi causa". Il corpodi Bernhard, una carcassa ammucchiatadi ossa sotto uno strato sottiledi pele, si piega alo scrittoiodistendensosi avanti: avantidistende il bracciodestro chedistende, avanti, a mano: a manodistende sul foglio a penna che scriverà ’Gelo’. Insiemedi parole malate, il cui inchiostro appare già stinto tanto quanto il suono gracchia fastidioso, ’opera sidistende per pagine e pagine e paginedispiegando angoscia, rancore, irritazione e sarcasmo, ironia, ucida cattiveriadi chiacchiera: scrittura atrabiliare, nera, cela nel’ombra ’ineluttabilitàdel falimento. "Sono un pessimista, ma sono qualcosadi molto più terribile ancora" sibila il protagonistadi ’Gelo’. Egli è un pessimista. Ed è un nihilista perduto, uno scrittore esasperato, un ossessionatodistruttored’ogni tesi ed antitesi:dinnazi ha un foglio, sul foglio tocca a penna,dala penna scivola ’inchiostro che condanna sé stessi, gli altri, il mondo. Claustrazione, odio, rancore.di fuori soffia un vento freddissimo, che strappa e fogliedagli alberi: porterà a catastrofe.

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788806187309
ISBN-10
8806187309
Titolo
Gelo
Editore
Data Pubblicazione
2008
Collana
Pagine
XIII-358
Punti Accumulabili

Recensioni a "Gelo" 9788806187309

author
4
Alex Toppi (26/11/2011)

Percezionedela catastrofe "Le parole avviliscono quelo che si pensa, a carta ridicolizza quelo che si pensa.di una cosa straordinaria, a carta fa una cosa insignificante, ridicola. e parole sono state create per abbassare e abolire il pensiero. Nuladi quelo che è scritto è vero: non può pretendere a nula: nemmeno ala precisione, nemmeno se tutto è fissato con piena conoscenzadi causa". Il corpodi Bernhard, una carcassa ammucchiatadi ossa sotto uno strato sottiledi pele, si piega alo scrittoiodistendensosi avanti: avantidistende il bracciodestro chedistende, avanti, a mano: a manodistende sul foglio a penna che scriverà ’Gelo’. Insiemedi parole malate, il cui inchiostro appare già stinto tanto quanto il suono gracchia fastidioso, ’opera sidistende per pagine e pagine e paginedispiegando angoscia, rancore, irritazione e sarcasmo, ironia, ucida cattiveriadi chiacchiera: scrittura atrabiliare, nera, cela nel’ombra ’ineluttabilitàdel falimento. "Sono un pessimista, ma sono qualcosadi molto più terribile ancora" sibila il protagonistadi ’Gelo’. Egli è un pessimista. Ed è un nihilista perduto, uno scrittore esasperato, un ossessionatodistruttored’ogni tesi ed antitesi:dinnazi ha un foglio, sul foglio tocca a penna,dala penna scivola ’inchiostro che condanna sé stessi, gli altri, il mondo. Claustrazione, odio, rancore.di fuori soffia un vento freddissimo, che strappa e fogliedagli alberi: porterà a catastrofe.

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