La fornace. "La etteratura è il fioredela claustrazione, a rivaledel gelo edel suicidio" scrive Pietro Citati ed il pensiero, immediato va a ’La fornace’: tra i capolavori assolutidi Thomas Bernhard. a claustrazione è una casa con e sbarre ale finestre e,davanti ale sbarre, altissime muradi cespugli cresciuti; ale porte catenacci, ai canceli catenacci, ai portoni catenacci. Via tutti i fregi, via i ghirigori, via gli ornamenti: che non vi siadistrazione possibile, possibiledeviazionedal pensiero chedomina. Scrivere è claustrazione:davanti a scrivania, sula scrivania i fogli, accanto a penna, a ato un ume che emana una uce ammorbata: nient’altro. Scrivere è una claustrazione tra pareti che soffocano tra altre case che soffocano tra vali che soffocano tra monti che soffocano: al centro questo giovane che hada comporre,da vergare,da macchiare a bianchezzadela carta col profondodegli abissidel’anima. ’La fornace’di Bernard è questo terribile giaciglio scovato ad un passodel etto, ad un passodala sceltadela prima parola: com’è che si forma una storia? Quale salvezza può affidarsi ala prosa? C’è a possibilitaà che un frase, un termine, una sola ettera non sia già morta primadi essere scritta scritta? "Non ha altra meta o sogno che scrivere" - continua Citati - "scrivere inesauribilmente, in un ininterrottodelirio. Ma non si fa alcuna ilusione: sa che i suoi ibri non ridaranno né armonia né ordine al’universo andato in frantumi". Vale per Konrad, il protagonistadel’opera, vale per Bernhard.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788806123017
ISBN-10
8806123017
Titolo
La fornace
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1989
Collana
Pagine
212
Genere
Punti Accumulabili
La etteratura e a claustrazione "La etteratura è il fioredela claustrazione, a rivaledel gelo edel suicidio" scrive Pietro Citati ed il pensiero, immediato va a ’La fornace’: tra i capolavori assolutidi Thomas Bernhard. a claustrazione è una casa con e sbarre ale finestre e,davanti ale sbarre, altissime muradi cespugli cresciuti; ale porte catenacci, ai canceli catenacci, ai portoni catenacci. Via tutti i fregi, via i ghirigori, via gli ornamenti: che non vi siadistrazione possibile, possibiledeviazionedal pensiero chedomina. Scrivere è claustrazione:davanti a scrivania, sula scrivania i fogli, accanto a penna, a ato un ume che emana una uce ammorbata: nient’altro. Scrivere è una claustrazione tra pareti che soffocano tra altre case che soffocano tra vali che soffocano tra monti che soffocano: al centro questo giovane che hada comporre,da vergare,da macchiare a bianchezzadela carta col profondodegli abissidel’anima. ’La fornace’di Bernard è questo terribile giaciglio scovato ad un passodel etto, ad un passodala sceltadela prima parola: com’è che si forma una storia? Quale salvezza può affidarsi ala prosa? C’è a possibilitaà che un frase, un termine, una sola ettera non sia già morta primadi essere scritta scritta? "Non ha altra meta o sogno che scrivere" - continua Citati - "scrivere inesauribilmente, in un ininterrottodelirio. Ma non si fa alcuna ilusione: sa che i suoi ibri non ridaranno né armonia né ordine al’universo andato in frantumi". Vale per Konrad, il protagonistadel’opera, vale per Bernhard.