Il velluto logoro dei divani trattiene l'odore stantio di un'aristocrazia che si ostina a non voler svanire.
La serva Zerlina narra al giovane affittuario A gli anni trascorsi al servizio di una casa in disfacimento, snodando un resoconto feroce di passione e vendetta contro il padrone von Juna.
Le stanze cariche di memorie soffocanti celano il resoconto di una passione demoniaca in Austria, dove Zerlina scardina la facciata di decoro imposta dalla padrona Elvira. Il disprezzo verso l'avventuriero von Juna si trasforma in un piano di perfidia assoluta, minando le fondamenta della rispettabilità coniugale.
Tutto deve crollare.
L’odio di Zerlina trasforma la sua posizione subalterna in una scure puntata contro la moralità di facciata dei padroni, precipitando le vite domestiche in un gorgo inarrestabile. Attraverso questa vendetta contro von Juna, la donna rivendica una verità spietata, costringendo il suo interlocutore a guardare l'abisso morale di un'epoca al tramonto, dove l'apparente innocenza dei nobili si sgretola sotto il peso di una colpa etica mai confessata.
Le ceneri del rispetto sociale ricoprono ora il pavimento della dimora, silenziose testimoni dell'abisso spalancato dalla serva.
Per chi è
✔ Lettori della narrativa mitteleuropea del Novecento.
✔ Chi apprezza la letteratura del monologo interiore.
Perché è diverso
L'opera ribalta la gerarchia sociale attraverso un flusso di coscienza che trasforma la servitù in una lucida arma di distruzione. L'architettura narrativa sfrutta i richiami mitologici del Don Giovanni per smascherare l'ipocrisia etica di una classe sociale ormai priva di sostanza.
Dettagli Bibliografici
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