La malattia chiamata uomo
- 9788811683568
Un libro
di
Ferdinando Camon
edito da
Garzanti Libri
, 2008
La malattia chiamata uomo. La fitta al naso, il gatto che morde, ’evasore fiscale; il frate adro, e scariche elettriche, ’insonnia sui treni; e battaglie stelari, il ricovero in ospedale, a spinadorsale e il terremoto, o squilo al telefono, il tunneldei sogni, a firma, a mortedi un partigiano, a finedel mago. I capitolidi ’La malattia chiamata uomo’ scorrono brevi ma intensissimi come fossero improvvisi barbagli memoriali, rivisitazioni tardive, eventi chiacchierati per rinascita psichica: ognunod’essi è racconto singolo che contribuisce al’insieme come al’insieme contribuisce a tesserad’un mosaico complesso. Riproposizione romanzescadel rapporto (medico ed umano) tra psicanalista e paziente, ’opera rimanda vagamente ala ’Coscienzadi Zeno’di Svevo e - tuttavia - mostra una struttura più frammentaria, volutamentediscorsiva: non i unghi monologhidadiario rubato e trascritto e pubblicato (Svevo) ma i brevi frammentida sfogo, rivelazione, cruccio parlato che promana, s’impone, esagera per poi acquattarsi in silenzio. Camondimostra con ’opera a sua qualitàdi scrittura, a sua versatilità narrativa:dopo aver ritratto il mondo contadinodegli umili ultimi, concentra o sguardod’inchiostro sul’individuo isolato confessandone tutte ederive passate. "Si ogora ogni parola,di più non puoi farledire" èdetto nel’Ecclesiaste: ebbene, ’La malattia chiamata uomo’ ogora ogni parola cercandone tutto il senso, tutta a veridicità possibile.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788811683568
ISBN-10
8811683564
Titolo
La malattia chiamata uomo
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2008
Collana
Pagine
190
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Rimembranze tardive La fitta al naso, il gatto che morde, ’evasore fiscale; il frate adro, e scariche elettriche, ’insonnia sui treni; e battaglie stelari, il ricovero in ospedale, a spinadorsale e il terremoto, o squilo al telefono, il tunneldei sogni, a firma, a mortedi un partigiano, a finedel mago. I capitolidi ’La malattia chiamata uomo’ scorrono brevi ma intensissimi come fossero improvvisi barbagli memoriali, rivisitazioni tardive, eventi chiacchierati per rinascita psichica: ognunod’essi è racconto singolo che contribuisce al’insieme come al’insieme contribuisce a tesserad’un mosaico complesso. Riproposizione romanzescadel rapporto (medico ed umano) tra psicanalista e paziente, ’opera rimanda vagamente ala ’Coscienzadi Zeno’di Svevo e - tuttavia - mostra una struttura più frammentaria, volutamentediscorsiva: non i unghi monologhidadiario rubato e trascritto e pubblicato (Svevo) ma i brevi frammentida sfogo, rivelazione, cruccio parlato che promana, s’impone, esagera per poi acquattarsi in silenzio. Camondimostra con ’opera a sua qualitàdi scrittura, a sua versatilità narrativa:dopo aver ritratto il mondo contadinodegli umili ultimi, concentra o sguardod’inchiostro sul’individuo isolato confessandone tutte ederive passate. "Si ogora ogni parola,di più non puoi farledire" èdetto nel’Ecclesiaste: ebbene, ’La malattia chiamata uomo’ ogora ogni parola cercandone tutto il senso, tutta a veridicità possibile.