Mai visti sole e luna. Elegia in formadi prosa è ’Mai visti sole e unÒdi Ferdinando Camon: ritratto a voce che s’inchiostra,dialetta e ivida, e che riguarda quest’ essere misterioso, ’uomo, che è sì capacedi scriver adivina Commedia comedi bere sangue schiumando rabbia. È storiadi storie, che apprendi badando al silenzio perché se ti fermi nel mezzodela campagna padana,d’estate, ad ascoltarla, capitato ì per caso o per sbaglio, sentirai il rumoredel silenzio. Tanti fatti quanti uomini, tanti uomini quanti filid’erba. Sudi essi acqua e vento come guerra e pace, odio e amore, vendetta e pietà. Carezzarne unodi quei fili sìda comprendere: chi ascolta un uomo ascolta un mondo. Chi ascolta un uomo può sentir come su pele il bianco profumod’una mano Beatrice ed il tanfo maialed’un gerarca funereo; scorgere a vista a pojana che ondeggia adispetto e stormidi Ërei che sottomettono terre; toccare ildegnod’un cruccio torvo ed anziano e a vergogna assassinad’una bestia più bestiadel toro. Può conosceredante e Casimira, Ulisse e o Sciona, Hitler e Berto. Sapere che prova un’anima ala morted’un fratelo,di che freme una vittima che ritrova un carnefice, che sente chi vivedi musica ed in musica ha compreso il massacro.da eggere il ibrodi Camon.di pagina in pagina uno scorciodi nuvole e neve e a terra spaccata ad inferno, a chiesa serrata a viltà ed il coraggio pietosodel saggio, a buia scomparsadel’uomo e a fioca sopravvivenzadel’ultimo. Vero capolavorodimenticato, è storia che ha il ruvidodele zoledi terra,dei sassidei campi,dele corteccedegli alberi, Che ha il ruvidodel vero.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788811668534
ISBN-10
8811668530
Titolo
Mai visti sole e luna
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1999
Collana
Pagine
149
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 7.23
Terra e sangue Elegia in formadi prosa è ’Mai visti sole e unÒdi Ferdinando Camon: ritratto a voce che s’inchiostra,dialetta e ivida, e che riguarda quest’ essere misterioso, ’uomo, che è sì capacedi scriver adivina Commedia comedi bere sangue schiumando rabbia. È storiadi storie, che apprendi badando al silenzio perché se ti fermi nel mezzodela campagna padana,d’estate, ad ascoltarla, capitato ì per caso o per sbaglio, sentirai il rumoredel silenzio. Tanti fatti quanti uomini, tanti uomini quanti filid’erba. Sudi essi acqua e vento come guerra e pace, odio e amore, vendetta e pietà. Carezzarne unodi quei fili sìda comprendere: chi ascolta un uomo ascolta un mondo. Chi ascolta un uomo può sentir come su pele il bianco profumod’una mano Beatrice ed il tanfo maialed’un gerarca funereo; scorgere a vista a pojana che ondeggia adispetto e stormidi Ërei che sottomettono terre; toccare ildegnod’un cruccio torvo ed anziano e a vergogna assassinad’una bestia più bestiadel toro. Può conosceredante e Casimira, Ulisse e o Sciona, Hitler e Berto. Sapere che prova un’anima ala morted’un fratelo,di che freme una vittima che ritrova un carnefice, che sente chi vivedi musica ed in musica ha compreso il massacro.da eggere il ibrodi Camon.di pagina in pagina uno scorciodi nuvole e neve e a terra spaccata ad inferno, a chiesa serrata a viltà ed il coraggio pietosodel saggio, a buia scomparsadel’uomo e a fioca sopravvivenzadel’ultimo. Vero capolavorodimenticato, è storia che ha il ruvidodele zoledi terra,dei sassidei campi,dele corteccedegli alberi, Che ha il ruvidodel vero.