Un reportage lucido e disincantato tra i polverosi sentieri del Boom Festival, il raduno psichedelico più celebre del Portogallo.
L'autore documenta 10 giorni trascorsi tra la folla eterogenea di un evento che celebra la musica elettronica e la cultura rave, osservando ogni interazione con lo sguardo straniato di chi sceglie di restare sobrio. Il testo alterna cronaca spicciola a riflessioni sul vissuto personale, maturato dopo un prolungato soggiorno in Giappone e la chiusura di un legame affettivo. Attraverso il resoconto dei dialoghi con i frequentatori abituali e il racconto di coincidenze impreviste, l'opera offre una prospettiva distaccata sulla controcultura contemporanea, esplorando i meccanismi psicologici della guarigione emotiva e del distacco in contesti ad alto tasso di stimoli sensoriali.
Per chi è
✔ Viaggiatori solitari ed esploratori di contesti controculturali
✔ Lettori interessati a diari di viaggio introspettivi
Perché è diverso
A differenza dei racconti entusiasti sui festival musicali, questo taccuino adotta uno sguardo esterno, razionale e cinico che mette in discussione la mistica della guarigione collettiva attraverso l'esperienza psichedelica.
Dettagli Bibliografici
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