Libri di Vincent Carraud
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Pascal e la filosofia Carraud Vincent - Morcelliana, 2024 - Filosofia
«Questo libro imponente - la cui imponenza proviene dalla precisione della mira: studiare il rapporto di Pascal alla filosofia e riflettere sullo statuto che essa assume - resta un riferimento imprescindibile per chi voglia accostarsi, da filosofo, a Pascal. Non è possibile, infatti, non interrogarsi sulla filosofia che egli utilizza, critica, sollecita, smaschera, rivela e sul punto di sguardo a partire dal quale sembra persino abbandonarla, senza abbandonarla mai di fatto. Per questo ordine di ragioni, Pascal e la filosofia resta a tutt'oggi, per i filosofi interessati a Pascal, un libro da leggere, direi quasi da consultare obbligatoriamente ed in via preliminare. Fra le mire che lo caratterizzano c'è anche quella di misurare, a seguito della determinazione dello statuto che la filosofia ricopre per Pascal, l'entità del suo contributo all'interno della storia della filosofia, questione che ha sullo sfondo quella della "uscita dalla metafisica", additata dall'"ordine della carità", e della possibilità di intendere in senso non cronologico la "fine della metafisica", come Vincent Carraud scrive nella Prefazione. Pur non presentandosi come un saggio interpretativo ma come una ricognizione delle accezioni di filosofia in Pascal, questo libro fa molto di più che limitarsi a una recensione di significati, anche se ricchissima, come di fatto è possibile osservare. Si tratta, infatti, di un lavoro che educa pazientemente lo sguardo del lettore a guardare la filosofia con gli occhi di Pascal». Dalla Prefazione di Rosaria Caldarone.
L'invenzione dell'Io Carraud Vincent Marion Jean-Luc - Jaca Book, 2024 - Filosofia
Nell'anno delle celebrazioni di Pascal, l'opera che restituisce appieno la genialità del grande pensatore francese. L'indagine di Vincent Carraud, preliminare ad ogni qualsivoglia storia del soggetto che pretenda d'essere condotta sul lungo periodo, parte da un fatto testuale: l'invenzione della sostantivizzazione "l'io" da parte di Pascal, che muove dall'inedita espressione cartesiana "ego ille". Il volume si snoda attorno all'evento della sostantivizzazione dell'io da parte di Pascal, costituendosi come porzione cruciale nella storia del soggetto. Eccentrico alle molteplici declinazioni a cui l'io è stato ricondotto, quali "l'anima, l'intelletto, la coscienza, l'individuo, la persona, il sé", esso si caratterizza come slittamento fondamentale dal "cos'è l'io" al "chi è l'io", riformulando la questione fondamentale inaugurata dall'"ego ille" cartesiano e giunta a suo compimento nell'espressione pascaliana. Ecco perché Carraud parla a giusto titolo di «invenzione», la cui portata è stata parzialmente velata dai sembianti che sono andati attestandosi nel corso del pensiero moderno. Quest'opera analizza ciò che rende possibile l'invenzione dell'io, prontamente occultata tanto dall'individuo di Leibniz quanto dal sé di Locke, per mettere in luce ciò che essa inaugura: poiché la prima questione posta all'io, da parte di Pascal e da Descartes, non è quella di sapere ciò che l'io è, ma quella, esistenziale, di sapere chi è. Vincent Carraud è professore di Storia della filosofia moderna presso la Sorbona di Parigi, dove dirige l'EA Métaphysique: histoires, transformations, actualité, dove è direttore del Centre d'études cartésiennes. Membre correspondant de l'Académie des sciences, arts et belles lettres di Caen, nel 2010 ha ricevuto dall'Académie française il grand prix de philosophie per l'insieme della sua opera. Già titolare della cattedra di metafisica Etienne Gilson all'Institut catholique de Paris e Professore all'Université de Caen-Normandie, ha pubblicato opere cruciali nell'ambito dell'esegesi del pensiero moderno.
Pascal. Dalle conoscenze naturali allo studio dell'uomo Carraud Vincent - Mondadori Education, 2015 -
Pascal ha rivendicato l'abbandono dello studio delle scienze, in particolare di matematica e fisica, dove pur eccelleva, a vantaggio dello studio dell'uomo. Ma cosa si deve intendere per studio dell'uomo? In un primo tempo, Pascal mette in luce l'essenza contraddittoria dell'uomo, in cui stanno insieme grandezza e miseria; di qui, l'elaborazione di una prima antropologia, d'origine agostiniana, che rende conto della doppia 'condizione dell'uomo', smarrito non solo fra i due infiniti naturali, ma anche tra i due infiniti morali. In un secondo tempo, Pascal giunge, per la prima volta nella storia della filosofia, a considerare gli uomini nella loro stessa esistenza: antropologia esistenziale, al termine della quale è chiarita la potenza alienatrice dell'immaginazione. L'analitica dell'esistenza umana costituisce, allora, ciò che si chiamerà la seconda antropologia di Pascal.