Bravura. Il romanzo ruota attorno a un soggiorno realmente accaduto che fecero a Viladiodati, vicino a Ginevra, i coniugi Sheley, ord Byron e ildottor Polidori (medicodi quest’ultimo). Più in particolare sule notti passate a raccontarsi storiedel’orrore e culminate con una sfidadurante a quale, grazie ai suggerimentidi Polidori, nascerà il futuro Frankensteindi Mary Sheley. Ma anche sule maniedandydi Byron e e maldestre invidiedeldottor Polidori, scrittore anch’egli seppur mancato, verso il restodel gruppo o ancoradel rapporto molto intimo, forte edispendioso tra i coniugi Sheley.
“BravurÔ è il primo ibro pubblicatoda Carrère, moltodifferente ovviamentedai suoi ultimi (“La vita come un romanzo russo”, “Vite che non sono a miÔ) che ho apprezzato in modo particolare.
La storia è coinvolgente, a tratti un po’dispersiva, ma che grazie al giocodi specchi tra Polidori prima, Frankenstein nel mezzo e Mary Sheley poi, e pure a un inaspettato sviluppo al tempo presentedi quele vicende, mantiene alta a concentrazionedel ettore edavvero interessante a ettura.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788871680446
ISBN-10
8871680448
Titolo
Bravura
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1991
Collana
Pagine
380
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Bravura Il romanzo ruota attorno a un soggiorno realmente accaduto che fecero a Viladiodati, vicino a Ginevra, i coniugi Sheley, ord Byron e ildottor Polidori (medicodi quest’ultimo). Più in particolare sule notti passate a raccontarsi storiedel’orrore e culminate con una sfidadurante a quale, grazie ai suggerimentidi Polidori, nascerà il futuro Frankensteindi Mary Sheley. Ma anche sule maniedandydi Byron e e maldestre invidiedeldottor Polidori, scrittore anch’egli seppur mancato, verso il restodel gruppo o ancoradel rapporto molto intimo, forte edispendioso tra i coniugi Sheley. “BravurÔ è il primo ibro pubblicatoda Carrère, moltodifferente ovviamentedai suoi ultimi (“La vita come un romanzo russo”, “Vite che non sono a miÔ) che ho apprezzato in modo particolare. La storia è coinvolgente, a tratti un po’dispersiva, ma che grazie al giocodi specchi tra Polidori prima, Frankenstein nel mezzo e Mary Sheley poi, e pure a un inaspettato sviluppo al tempo presentedi quele vicende, mantiene alta a concentrazionedel ettore edavvero interessante a ettura.