Il ticchettio della macchina da scrivere riecheggia tra le pareti familiari di un appartamento parigino che conserva, tra i mobili polverosi, l'eco di una giovinezza perduta.
Colette assume Rosita Barberet come segretaria, ritrovandosi catapultata nel microcosmo domestico di due sorelle legate da un legame profondo e soffocante.
L'ingresso in quella dimora rievoca, con precisione chirurgica, la sagoma di un passato in cui l'autrice stessa aveva bruciato le proprie energie in amori logoranti.
Spiriti del passato.
La presenza di Délia, prigioniera di una malinconia che la isola dal mondo, trasforma un incarico di lavoro in un'esplorazione ossessiva delle dinamiche tra le due donne.
L'abitazione, teatro di silenzi e ripicche, diventa il centro di un'indagine psicologica parigina dove l'affetto maschera un conflitto latente capace di sfociare in oscure fatture.
Tra le mura di rue de Ville-l'Évêque, il legame fraterno si corrode in una guerra domestica esoterica che trascina gli equilibri quotidiani verso un epilogo cupo, dove i confini tra la cura reciproca e il risentimento svaniscono definitivamente sotto l'ombra di pratiche occulte mai dichiarate ma costantemente percepite.
Il peso di un sortilegio silenzioso avvolge le stanze, sigillando il destino delle due sorelle in un abbraccio che sa di cenere.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa francese del Novecento.
✔ Chi apprezza la letteratura dell'indagine psicologica femminile.
Perché è diverso
Il racconto trasforma la biografia dell'autrice in uno specchio deformante per la psicologia delle protagoniste, sovrapponendo memoria personale e osservazione clinica in uno spazio unico. La narrazione fonde il realismo domestico con elementi occulti, costruendo una tensione che non deriva da minacce esterne, ma dall'implosione emotiva di un legame familiare malato.
Dettagli Bibliografici
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