Il sole di Bangkok arroventa il ponte mentre il giovane ufficiale firma i documenti che lo separano dalla giovinezza.
Un marinaio accetta il suo primo comando in un porto orientale, scontrandosi con le ombre di un equipaggio stremato e una bonaccia innaturale che blocca ogni rotta.
La chiglia della nave fende acque immobili dove il precedente capitano ha lasciato un'eredità di follia che infesta il legno della stiva.
Niente vento soffia.
Il comandante in balia del Golfo del Siam tenta di mantenere il timone saldo mentre le provviste di chinino svaniscono, lasciando i marinai in balia di febbri allucinate e presagi oscuri. La maledizione dell'ex comandante, prima derisa come superstizione di marinai ignoranti, si insinua nelle decisioni del protagonista durante la navigazione.
Egli osserva i volti smagriti degli uomini, cercando un appiglio razionale in un mare che ha smesso di rispondere alle leggi della navigazione.
Il confine invisibile della maturità viene finalmente varcato nel silenzio spettrale di una nave che galleggia nel vuoto.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa marittima del primo Novecento.
✔ Estimatori dei classici sull'iniziazione alla vita adulta.
Perché è diverso
L'opera abbandona l'avventura esotica per concentrarsi sulla fragilità della ragione umana di fronte all'ignoto. La struttura narrativa intreccia la logica del comando con il crollo psicologico, trasformando l'oceano in un palcoscenico simbolico dove si consuma la definitiva fine dell'ingenuità.
Dettagli Bibliografici
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