L’odore amaro del lentisco e della terra arida avvolge le mura scrostate della casa delle sorelle Pintor, sospese tra l'orgoglio del nome e una miseria silenziosa.
Efix, fedele servitore legato a un segreto inconfessabile, tenta di preservare ciò che resta dell’onore familiare mentre il nipote Giacinto fa ritorno nell’entroterra sardo per sconvolgerne i fragili equilibri.
Le tre dame vivono recluse tra i resti di una nobiltà ormai sfiorita, osservate da un uomo che porta sulle spalle il peso di una colpa remota.
Tutto è cenere.
L'arrivo di Giacinto rompe la stasi di una casa dominata da ombre, innescando una spirale di inevitabile decadenza nobiliare che travolge le certezze ereditate. Tra le colline di Nuoro, il servo si muove come un’ombra tra le rovine, testimone di un mondo che si sgretola sotto il soffio del fato.
Il ritorno del giovane altera il legame tra terra e sangue, portando alla luce le ferite mai rimarginate in una terra di arcaica solitudine sarda, dove ogni gesto di Efix diventa una penitenza necessaria per espiare il peso di un peccato che non trova mai riposo.
Il vento sferza la pianura, piegando le canne ma lasciando intatte le radici di un dolore che si rigenera ad ogni stagione.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura italiana del primo Novecento.
✔ Chi apprezza la narrativa di ambientazione rurale.
Perché è diverso
La narrazione intreccia la sorte di una nobiltà decaduta con la dimensione atavica della Sardegna, trasformando il legame servo-padrone in un complesso sistema di colpa e redenzione. L’opera rifiuta gli schemi del dramma domestico per costruire una struttura corale dove il paesaggio nuorese agisce come elemento attivo del destino individuale.
Dettagli Bibliografici
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