Il ritrovamento dei basamenti di Angkor Wat da parte di Henri Mouhot segna l'incipit di un percorso che attraversa il crinale tra la scoperta archeologica e l'orrore del regime dei Khmer rossi.
Patrick Deville compone una cronaca che intreccia le vicende del naturalista francese con la parabola di Pol Pot, osservando come le ideologie europee abbiano modellato il destino dell'Indocina. Il testo sposta lo sguardo dalle giungle cambogiane alle aule giudiziarie in cui viene processato il direttore della prigione S-21, collegando la cronaca dei tumulti delle Camicie Rosse in Thailandia ai lasciti del colonialismo. Attraverso una narrazione che segue il corso del Mekong, l'autore analizza la trasformazione del paesaggio e della società, utilizzando il resoconto storico-geografico per decifrare le ombre del passato recente lungo il confine con la Cina.
Per chi è
✔ Lettori interessati alla storia del sud-est asiatico
✔ Studiosi delle dinamiche post-coloniali e del novecento
Perché è diverso
L'opera sovrappone l'esplorazione geografica ottocentesca alla ferocia del totalitarismo moderno, utilizzando lo spostamento fisico attraverso l'Indocina come chiave per connettere eventi storici distanti tra loro un secolo e mezzo.
Dettagli Bibliografici
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