Il rombo dell'artiglieria lungo le rive del Reno soffoca le grida dei soldati prima ancora che il Terrore decida il loro destino.
Dumas intreccia le vite di rivoluzionari e realisti sullo sfondo di una Francia in mutamento, ricostruendo l'ascesa napoleonica attraverso gli scontri politici e le battaglie campali che hanno segnato il passaggio dall'antico regime all'Impero.
Parigi brucia sotto la spinta degli scontri alla Convenzione nazionale, dove l'ambizione di Napoleone si scontra con il rigore di Saint-Just in un gioco di potere senza esclusione di colpi.
Il fragile equilibrio crolla.
I vandeani oppongono una strenua resistenza nelle campagne mentre tra le mura della capitale gli incredibili tessono trame sottili, osservati dall'occhio attento di Barras e dall'inquietudine di Madame de Staél che osserva la trasformazione della repubblica in un ventennio di campagne d'Egitto e sogni di conquista. Roland e Morgan si muovono tra queste ombre, figure leali divise da una causa che impone scelte definitive, dove la magnanimità dei soldati sui campi di battaglia stride ferocemente contro la meschinità dei carnefici che manovrano nell'ombra delle istituzioni, cercando di prevalere in una nazione che non riconosce più i suoi stessi figli.
Una sciarpa bianca abbandonata nel fango suggella il tramonto di un'epoca che non ha più spazio per chi ha osato credere in un ordine diverso.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica francese dell'Ottocento.
✔ Appassionati di cicli romanzeschi ambientati in epoca napoleonica.
Perché è diverso
L'opera si distingue per la scelta di narrare la Rivoluzione francese non come un blocco monolitico, ma attraverso una struttura a episodi indipendenti che intrecciano l'analisi politica agli ideali bellici. L'autore elimina ogni giudizio unilaterale, costruendo una narrazione che bilancia meticolosamente l'ascesa del potere imperiale con le sofferenze umane dei vinti.
Dettagli Bibliografici
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