Un fiore di cattleya appuntato al corsetto profuma i salotti parigini di un’ossessione che prende forma tra i merletti e i silenzi gelidi di un pomeriggio d'inverno.
Charles Swann, raffinato esteta dell'alta società, scivola in una dedizione totalizzante per Odette de Crécy, figura enigmatica che abita il demi-monde, trasformando il proprio desiderio in una prigione psicologica fatta di attese estenuanti.
Il salotto dei Verdurin diventa teatro di una passione che divora ogni certezza, mentre Swann scruta i minimi gesti di Odette alla ricerca di prove inesistenti di una fedeltà ormai perduta.
Tutto diviene sospetto.
La gelosia si insinua tra le pieghe di una frequentazione dei circoli mondani parigini, dove l'identità di lei appare sempre più sfuggente, celata dietro maschere di cortesia e opportunismo tattico.
L’uomo, un tempo libero arbitro del proprio gusto, si ritrova ostaggio di una dinamica relazionale tossica, incapace di scorgere che la sua dedizione è ormai priva di ogni sostanza vitale.
Il matrimonio finale suggella soltanto il compimento di una parabola spoglia di ogni calore, un legame mantenuto in vita dalla sola inerzia di una abitudine che ha sostituito ogni traccia del sentimento iniziale.
L’ultima nota di una sonata vivaldiana si spegne nell’aria stantia, lasciando solo l'eco di una devozione che si è trasformata in cenere prima ancora di giungere al suo compimento ufficiale.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa francese dell'inizio Novecento.
✔ Chi apprezza l'indagine profonda sui meccanismi dell'interiorità.
Perché è diverso
La struttura narrativa opera come un incastro perfetto, inserendo una vicenda autonoma di ossessione erotica all'interno di una cornice enciclopedica più ampia. La narrazione disseziona il fallimento sentimentale con una precisione chirurgica che annulla il romanticismo a favore di un realismo psicologico spietato.
Dettagli Bibliografici
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