Invidia. Probabilmente ci sono state persone - santi, grandi atleti, stelle del cinema,
rampolli di miliardari - che non hanno mai conosciuto l'invidia, ma
consentiteci di dubitarne. Errare è umano e invidiare, incontestabilmente,
anche. Quanto ai filosofi, si potrebbe dire che Soren Kierkegaard, piccolo,
gobbo e sicuro di non vivete a lungo (e, visto che è morto a quarantadue anni,
non si sbagliava), avrebbe dovuto avere molto da invidiare. Invece, ha scelto
di studiare l'invidia, rilevando, fra le altre cose, che essa sembra essere
ancora più grande in una società che ha come scopo dichiarato l'uguaglianza.
Nietzsche dal canto suo pensava che "qualche volta abbiamo un amico grazie
alla fortunata circostanza di non avergli mai dato ragione di invidiarci".
Segreta e fredda ostilità, desiderio impotente, rancore, tutto si coagula nel
cuore dell'invidia. L'invidia offusca il pensiero, scrive Epstein, annienta la
generosità, avvizzisce il cuore. E giunge alla conclusione che fra i sette
vizi capitali solo l'invidia non ha alcun lato piacevole. Con grande ironia,
l'autore passa in rassegna gli innumerevoli oggetti dell'invidia, compresi
bellezza, talento, ricchezza, potere e giovinezza, e ci fa scoprire l'intenso
tocco di malignità che tormenta l'invidioso: perché lui sì e io no?
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788860300454
ISBN-10
8860300452
Titolo
Invidia
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2006
Collana
Pagine
VIII-130
Genere
Classificazione
Argomento
Punti Accumulabili
€ 14.00
INVIDIA Il fascino che esercitano sudi noi i peccati capitali e una guida ale oro tentazioni.