Il luccichio dei calici di cristallo si infrange contro il fragore metallico dei manganelli che colpiscono il selciato.
Nel fermento della New York del 1920, giovani appartenenti all'alta società incrociano i propri destini precari tra feste mondane e le crescenti sommosse che lacerano la metropoli.
Gordon Sterrett cammina verso la festa annuale dei Yale, cercando di nascondere sotto il frac logoro una miseria che la buona compagnia non perdona. I sorrisi dei commensali nascondono un’inquietudine palpabile, mentre le strade si riempiono di operai pronti a rivendicare il proprio posto in un dopoguerra feroce.
La tensione sale.
Gli scontri tra reduci e sindacalisti trasformano i viali eleganti in una polveriera, dove le vite dei belli e dannati di Manhattan si sgretolano sotto il peso di aspettative impossibili.
La disillusione dilaga tra il fasto dell'età del jazz a New York, che maschera a stento la violenza scatenata contro le sedi dei quotidiani cittadini.
Un singolo proiettile spezza l'incanto di una notte che non vedrà mai l'alba della salvezza.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa statunitense del Novecento.
✔ Appassionati di crac sociali e mondani.
Perché è diverso
La narrazione sovrappone con crudo realismo il lusso decadente dei salotti intellettuali e il caos violento delle proteste sindacali, evitando qualsiasi idealizzazione. La struttura alterna prospettive discordanti per mostrare come la stabilità sociale possa dissolversi in poche ore di disordine cittadino.
Dettagli Bibliografici
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