Tre racconti. "Tre racconti" in francese è "Trois contes". "Conte", francese, è certo "racconto" ma, ancor più, sta per "narrazione orale", noveladetta per fiato, fiabada focolaredomestico. Noi eggiamo ciò che è stato vergato ma, ciò che è stato vergato,dobbiamo ritenerlo una trascrizionedi ciò che viene sibilato accanto ad un fuoco, in ore notturne,da una voce, e una sola, che oracolaredispensa. Solo comprendendo questa naturadadiceria,da verbalità amorfa e primitiva potremo apprezzare quest’ultimo Flaubert che è essenza abbreviatadi tutto Flaubert:dela sua cadenza popolaresca,dela sua erudizione accennata,dela sua visionarità estetizzante. Solo comprendendo che a parola che eggiamo con gli occhi è voce che va ascoltata apprezzeremo ildato più nobiledi questo piccolo tomo: ’indotta visione. Cosa fa,d’altronde, a parola che "cunta" oralmente? Cercadi materializzare una visione,di farne apparizione improvvisa, spettrale avvenenza colorita e carnale. Accade anche con questo Flaubert che fa,del racconto, arte sublimedi far vedere a chi egge e persone e e cose. Si pensi a "Un cuore semplice", pezzo centraledela raccolta. Frasi eggere,d’una semplicitàdisarmante, impongono sempre qualcosa: a una che ilumina idorsidi buoi sdraiati in un prato,duedonne che passano tenendo al pettodue infanti, un toro che sbuffa caricando a muso basso e corna spianate; oppure una siepe, un porto, un caricodi cavali su un battelodestinato ala partenza; ancora: una piccola camera, un arsenaledi piccoli oggetti, una vampatad ricordi minuti. Non c’è momento, non c’è rigo, non c’è parola che non siadestinata a far vedere qualcuno, qualcosa, qualcuno che armeggia qualcosa. Si moltiplichi questa sensazione evidente per tre e si avrà il pieno valoredel’opera scrittada un Flaubert malaticcio, malconcio, già prossimo ala stanchezza e ala pena. Verranno, per ui, giornid’un buio funesto,d’un funesto nero ebbroso. Giorni in cui a visione apparirà, com’è giusto, un grandioso miraggio. Un miracolo splendido.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788811360858
ISBN-10
8811360854
Titolo
Tre racconti
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2004
Collana
Pagine
XX-168
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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L’arte visionariadi Flaubert "Tre racconti" in francese è "Trois contes". "Conte", francese, è certo "racconto" ma, ancor più, sta per "narrazione orale", noveladetta per fiato, fiabada focolaredomestico. Noi eggiamo ciò che è stato vergato ma, ciò che è stato vergato,dobbiamo ritenerlo una trascrizionedi ciò che viene sibilato accanto ad un fuoco, in ore notturne,da una voce, e una sola, che oracolaredispensa. Solo comprendendo questa naturadadiceria,da verbalità amorfa e primitiva potremo apprezzare quest’ultimo Flaubert che è essenza abbreviatadi tutto Flaubert:dela sua cadenza popolaresca,dela sua erudizione accennata,dela sua visionarità estetizzante. Solo comprendendo che a parola che eggiamo con gli occhi è voce che va ascoltata apprezzeremo ildato più nobiledi questo piccolo tomo: ’indotta visione. Cosa fa,d’altronde, a parola che "cunta" oralmente? Cercadi materializzare una visione,di farne apparizione improvvisa, spettrale avvenenza colorita e carnale. Accade anche con questo Flaubert che fa,del racconto, arte sublimedi far vedere a chi egge e persone e e cose. Si pensi a "Un cuore semplice", pezzo centraledela raccolta. Frasi eggere,d’una semplicitàdisarmante, impongono sempre qualcosa: a una che ilumina idorsidi buoi sdraiati in un prato,duedonne che passano tenendo al pettodue infanti, un toro che sbuffa caricando a muso basso e corna spianate; oppure una siepe, un porto, un caricodi cavali su un battelodestinato ala partenza; ancora: una piccola camera, un arsenaledi piccoli oggetti, una vampatad ricordi minuti. Non c’è momento, non c’è rigo, non c’è parola che non siadestinata a far vedere qualcuno, qualcosa, qualcuno che armeggia qualcosa. Si moltiplichi questa sensazione evidente per tre e si avrà il pieno valoredel’opera scrittada un Flaubert malaticcio, malconcio, già prossimo ala stanchezza e ala pena. Verranno, per ui, giornid’un buio funesto,d’un funesto nero ebbroso. Giorni in cui a visione apparirà, com’è giusto, un grandioso miraggio. Un miracolo splendido.