Oblomov. Quando, nel 1847, Ivan Aleksandrovic Gonéarov pubblicò il suo primo romanzo, Una storía comune, Belinskij ne salutò le qualità con l'unico rammarico che l'autore non avesse lasciato languire il suo protagonista nella noia del suo ritiro in campagna, nell'ozio e nell'apatia, anziché lanciarlo nel successo della carriera e del matrimonio. E quella di Oblomov, che sarà otto anni dopo il capolavoro di Gonèarov, sembra la risposta all'implicita sollecitazione del grande critico: un provinciale idealista vive a Pietroburgo della rendita di una tenuta dimenticata, nella piú assoluta inerzia fisica e psichica. In una camera coperta di ragnatele e di libri ingialliti giace nella sua «normale posizione» su un emblematico divano, dormendo e sognando, stanco e insensibile all'arruffata azione degli uomini, la mente trasformata in un archivio di cose morte e perdute. Il puntiglioso realismo di Gonéarov circonda di singolari contrasti oggettivi questa incarnazione simbolica dell' "oblomovismo", di cui si parlò allora e poi come di un atteggiamento esistenziale o di una nota innata dell'anima slava, specchio di un fatalismo storico o tragedia quotidiana dell'uomo, complesso sociale o psicologico-morale, cercandone le cause nelle strutture classiste della Russia zarista o nei conflitti piú universali della coscienza umana. Certo Oblomov resta una delle grandi creazioni narrative del Romanticismo europeo.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788806184162
ISBN-10
8806184164
Titolo
Oblomov
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1997
Collana
Pagine
X-491
Genere
Varia
Punti Accumulabili