La vestaglia di seta orientale avvolge il corpo di Ilja Iljic come un bozzolo protettivo contro l'invadenza del mondo esterno.
Ilja Iljic Oblomov abita la propria immobilità in un appartamento polveroso di San Pietroburgo, circondato da suppellettili dimenticate e dalla costante inerzia del domestico Zachar.
L’aria immobile della stanza trasuda un’atonia che trasforma ogni piccola incombenza quotidiana in un precipizio insormontabile, bloccando ogni impulso ad abbandonare il divano per gestire l'amministrazione della tenuta di Oblomovka tra le terre di campagna. Il divano resta l'unico orizzonte possibile in un'esistenza sospesa tra il sogno di una vita attiva e la paralisi effettiva.
Tutto resta fermo.
Le visite inattese degli amici, come quella del solerte Stolz, non scuotono la mansuetudine del protagonista ma ne accentuano per contrasto la ritirata sociale nella Russia zarista, dove il tempo non scandisce il progresso ma solo il lento accumularsi della polvere sugli oggetti dimenticati nel salotto. L’incapacità di agire diventa un tratto identitario, una scelta radicale contro il dinamismo frenetico di una società che esige, invano, una partecipazione attiva che Oblomov rifiuta di concedere.
La vestaglia si stringe attorno al petto mentre lo sguardo si perde nel soffitto crepato, custode silenzioso di sogni mai intrapresi.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa russa del diciannovesimo secolo.
✔ Chi segue la letteratura dell'introspezione e dell'inerzia.
Perché è diverso
La narrazione ribalta la struttura dell'eroe classico, eleggendo l'immobilità fisica e psicologica a unica forma di resistenza contro il mondo. L'architettura del racconto si costruisce attorno a un vuoto d'azione, rendendo l'atmosfera domestica il centro nevralgico della vicenda.
Dettagli Bibliografici
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oblomov ....ma in fondo non è poi ecito pensare che a volontà sorda e tronfia altro non sia che orrore vestitodi eccelenza........