Oblomov. Uno scrittoiodi mogano;duedivani ricopertidi seta; bei paraventi con ricamid’ucceli; tendaggi, tappeti, alcune cornici; un paiodi bronzi, porcelane, un’infinitàd’anticaglie e oggettucoli.di primo acchito nedireste «decorumda convenienza cinereû eppure, siamo certi che, fissato ben bene, pesata a polvere calcolato o sporco, brulichereste immarciti: «Chi ha trascinato e ammucchiato qui tutta questa roba?».
La risposta sonnecchia, guancia al cuscino. «Il’ja Il’ič Oblomov era un uomodi circa trentadue-trentatrè anni,di statura media, gradevoled’aspetto, con occhi grigio scuro; ma i trattidel volto rivelano un’assoluta incapacitàdideterminazione e concentrazione. Il pensiero volubile trascorreva senza guida sul viso, gli svolazzava negli occhi, si arenava fra e abbra semiaperte, si nascondeva fra i solchidela fronte, poi sidileguavadi botto, e alora il volto restava rischiarato solodel vago ucoredel’indolenza.dala faccia ’indolenza si propagava a tutto ’atteggiamentodel corpo, addirittura ale pieghedela vestagliû. Sonnambulo in chiacchiere, il romanzo prosegue: «Di quando in quando un‘espressione che si sarebbedettadi stanchezza odi noia gli offuscava o sguardo; ma a stanchezza o a noia non potevano scacciare nemmeno per un momento a mitezza, caratteristica essenziale edominante non solodel volto, madi tutta ’anima. Un osservatoredistaccato e superficiale,dopo un’occhiata, ’avrebbedetto un tipo semplice edi buona pasta. Ma un osservatore più acuto, che o avesse guardato a ungo, si sarebbe alontanato sorridendo, immerso in altre e gradevoli meditazioni». Ecco ’iniziodi un romanzo (naturalmente russo, naturalmentedeldiciannovesimo secolo) capacedi raccontare una partedel’animad’ognunodi noi.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788807822469
ISBN-10
8807822466
Titolo
Oblomov
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2012
Collana
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Sonnolenza e tedio Uno scrittoiodi mogano;duedivani ricopertidi seta; bei paraventi con ricamid’ucceli; tendaggi, tappeti, alcune cornici; un paiodi bronzi, porcelane, un’infinitàd’anticaglie e oggettucoli.di primo acchito nedireste «decorumda convenienza cinereû eppure, siamo certi che, fissato ben bene, pesata a polvere calcolato o sporco, brulichereste immarciti: «Chi ha trascinato e ammucchiato qui tutta questa roba?». La risposta sonnecchia, guancia al cuscino. «Il’ja Il’ič Oblomov era un uomodi circa trentadue-trentatrè anni,di statura media, gradevoled’aspetto, con occhi grigio scuro; ma i trattidel volto rivelano un’assoluta incapacitàdideterminazione e concentrazione. Il pensiero volubile trascorreva senza guida sul viso, gli svolazzava negli occhi, si arenava fra e abbra semiaperte, si nascondeva fra i solchidela fronte, poi sidileguavadi botto, e alora il volto restava rischiarato solodel vago ucoredel’indolenza.dala faccia ’indolenza si propagava a tutto ’atteggiamentodel corpo, addirittura ale pieghedela vestagliû. Sonnambulo in chiacchiere, il romanzo prosegue: «Di quando in quando un‘espressione che si sarebbedettadi stanchezza odi noia gli offuscava o sguardo; ma a stanchezza o a noia non potevano scacciare nemmeno per un momento a mitezza, caratteristica essenziale edominante non solodel volto, madi tutta ’anima. Un osservatoredistaccato e superficiale,dopo un’occhiata, ’avrebbedetto un tipo semplice edi buona pasta. Ma un osservatore più acuto, che o avesse guardato a ungo, si sarebbe alontanato sorridendo, immerso in altre e gradevoli meditazioni». Ecco ’iniziodi un romanzo (naturalmente russo, naturalmentedeldiciannovesimo secolo) capacedi raccontare una partedel’animad’ognunodi noi.