Il rombo dei motori dell'aviazione svanisce nel silenzio aspro di una Creta che tenta di ricucire le proprie ferite millenarie.
Kosmàs, intellettuale reduce dal conflitto mondiale, tenta di trasformare il trauma vissuto in una missione collettiva di pace insieme alla compagna Noemi.
L'aria di Cambridge nel 1946 vibra di un'urgenza febbrile, mentre Kosmàs riempie fogli su fogli cercando di definire una internazionale dello spirito capace di arginare la deriva dei popoli. Le cicatrici della moglie, sopravvissuta alla Shoah, si sovrappongono al paesaggio devastato della terra natia.
Tutto brucia.
Il richiamo di Creta agisce come una morsa, spingendo l'uomo verso Londra nel tentativo solitario di radunare menti affini per opporsi allo sfruttamento industriale e alla minaccia atomica latente. Questa ricerca di identità cretese si intreccia con l'ineluttabilità della parola scritta, ultimo rifugio contro il crollo dei valori umani in un'epoca che ignora le lezioni del passato recente. La stesura di questo manoscritto diventa l'unico appiglio per dare forma a un'idea di civiltà che rifiuta di spegnersi definitivamente tra le macerie della storia europea.
La cenere delle città europee si deposita sui manoscritti, sigillando un testamento spirituale che attende decenni prima di tornare alla luce.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa esistenzialista del dopoguerra.
✔ Estimatori della letteratura greca del Novecento.
Perché è diverso
Questo scritto si distingue per essere un'opera riscoperta solo nel 2018, capace di fondere il diario intimo con l'ambizione intellettuale di un'intera generazione. La struttura narrativa oscilla costantemente tra il tormento autobiografico di Kazantzakis e la cruda realtà del secondo dopoguerra europeo.
Dettagli Bibliografici
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