Il fango del fronte serbo soffoca lo scintillio delle uniformi, trasformando l'orgoglio imperiale in un'attesa immobile tra i rottami della storia.
Nel collasso dell'esercito asburgico, un giovane ufficiale si smarrisce tra l'orrore di una disfatta imminente e il legame fatale per una donna, emblema di un ordine sociale in dissoluzione.
Il reggimento di stanza nel settore dei Balcani attende ordini che non arriveranno mai, mentre la coesione etnica dell'impero si sgretola sotto il peso di insurrezioni silenziose e lealtà tradite.
Tutto sta per finire.
L'ufficiale, animato da una dedizione quasi anacronistica, attraversa le retrovie trasformando la sua missione di soldato in una ricerca di identità nella Vienna imperiale ormai prossima alla caduta definitiva. Le giornate trascorse al fianco della donna amata si caricano di una tensione che trascende il sentimento privato, nutrendosi di quella malizia e crudeltà tipiche di una favola nera che si consuma tra le rovine.
L'ufficiale non combatte più per confini geografici ma per preservare la propria integrità in una disfatta del fronte balcanico dove ogni gesto cavalleresco suona come un lamento funebre per un intero mondo che svanisce sotto il peso dell'inevitabile catarsi bellica.
Un ultimo stendardo sventola nel vuoto, mentre il crepuscolo di un impero inghiotte ogni traccia di gloria rimasta.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica mitteleuropea.
✔ Estimatori dei drammi ambientati nel primo conflitto mondiale.
Perché è diverso
L'opera ribalta le aspettative del genere bellico, sostituendo la cronaca delle trincee con una struttura che fonde l'epos arcaico e la dimensione fiabesca. La narrazione si concentra sulla dissoluzione psicologica e culturale di un'epoca, trasformando il crollo dell'Impero Asburgico in una tragedia estetica che elude ogni facile sensazionalismo.
Dettagli Bibliografici
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