La tregua. La tregua è il secondo romanzo autobiograficodi evi, successoredi Se questo è un uomo,del quale è a prosecuzione. Il ibro, scritto quindici annidopo gli eventi, narradel viaggiodi ritornodi Primo evi edi un gruppodi sopravvissutidal agerdi Auschwitz, che si svolge attraverso buona partedel’Europadel’est, un itinerario che serve oro anche per riappropriarsidela gioiadi vivere, quasi una seconda rinascitadopo ’inferno concentrazionario. a sublime prosadelo scrittore torinese tratteggia un ritrattodensodi umanità edi scenari indimenticabili, raccontidi vita al’aperto ed in campidi transito,di mile storiedi contorno che un gruppo eterogeneodi maschi e femmine inevitabilmente fanno nascere,di città martoriatedala guerra edi incontri con popoli e culture moltodiversedale nostre. Questa è ’ennesima provadel’abilità etterariadi Primo evi, un ibro belissimo, che malgrado tratti argomentidolorosi edifficili non scade nela retorica ediverte il ettore.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788806318642
ISBN-10
8806318640
Titolo
La tregua
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1978
Collana
Pagine
259
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
La tregua La tregua è il secondo romanzo autobiograficodi evi, successoredi Se questo è un uomo,del quale è a prosecuzione. Il ibro, scritto quindici annidopo gli eventi, narradel viaggiodi ritornodi Primo evi edi un gruppodi sopravvissutidal agerdi Auschwitz, che si svolge attraverso buona partedel’Europadel’est, un itinerario che serve oro anche per riappropriarsidela gioiadi vivere, quasi una seconda rinascitadopo ’inferno concentrazionario. a sublime prosadelo scrittore torinese tratteggia un ritrattodensodi umanità edi scenari indimenticabili, raccontidi vita al’aperto ed in campidi transito,di mile storiedi contorno che un gruppo eterogeneodi maschi e femmine inevitabilmente fanno nascere,di città martoriatedala guerra edi incontri con popoli e culture moltodiversedale nostre. Questa è ’ennesima provadel’abilità etterariadi Primo evi, un ibro belissimo, che malgrado tratti argomentidolorosi edifficili non scade nela retorica ediverte il ettore.