La terra si apre sotto i piedi di Marco, inghiottendo le cime delle Ande cilene in un boato che oscura il cielo.
Un chirurgo romano precipita nel ventre vulcanico del Sudamerica, dove una civiltà precolombiana isolata dal resto della storia lo costringe a un confronto radicale con le proprie certezze.
Il bisturi scivola di mano mentre le correnti di un fiume sotterraneo trascinano Marco in una cavità illuminata da bracieri perpetui. Attorno a lui, volti segnati da riti ancestrali osservano ogni suo movimento.
Tutto è cambiato.
La lingua di pietra e cenere diventa l'unico terreno su cui muoversi per evitare la morte. In questo luogo, Marco tenta di applicare la medicina appresa a Roma, ma le ferite della civiltà precolombiana del cratere richiedono strumenti ignoti alla scienza moderna.
Una risonanza magnetica naturale rivela tra le pareti di ossidiana un meccanismo capace di controllare il calore del vulcano, trasformando il naufrago in un arbitro delle sorti di questo popolo.
Il peso di un segreto sepolto nei flussi di magma guida le sue decisioni verso una sopravvivenza nel mondo di sopra inaccessibile a chiunque altro.
Il riflesso dell'oro nelle mani dei sacerdoti incrocia lo sguardo del medico, sancendo un patto silenzioso che non ammette ritorni.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa fantastica ambientata in Sudamerica.
✔ Chi segue storie di isolamento e culture perdute.
Perché è diverso
La narrazione abbandona il realismo clinico del chirurgo per immergersi in un'antropologia alternativa basata su scoperte geologiche concrete all'interno del vulcano. L'intreccio rifiuta le strutture avventurose classiche, privilegiando il contrasto tecnologico tra la medicina occidentale e le pratiche rituali di un popolo rimasto fermo nel tempo.
Dettagli Bibliografici
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