Il sigillo reale di Ramses si spezza sotto il peso dei secoli, liberando un sospiro di polvere che sa di decomposizione e segreti imperiali.
Il principe Aziz, prigioniero di una maledizione millenaria dopo il patto di Kadesh, torna in vita per opera di un'equipe di studiosi guidata dal professor Rodolfo Guicciardini.
Le pareti della prigione sotterranea celano ancora i resti di una concubina dimenticata, vittima sacrificale di un amore proibito tra potenze nemiche che il tempo non ha saputo purificare.
Sangue antico scorre.
Il risveglio di Aziz trasforma il sito archeologico in un terreno di caccia dove il dolore del principe ittita si manifesta attraverso una piaga virale egiziana che consuma le membra dei viventi con feroce rapidità. Guicciardini, costretto a rientrare in Italia dal silenzio imposto dalle autorità locali, realizza troppo tardi il legame indissolubile tra la sua scoperta e il morbo che divora la terra dei faraoni.
Questa catastrofe archeologica clandestina costringe lo studioso a un confronto diretto con le nefaste tracce lasciate dal sovrano divinizzato, cercando un antidoto in ciò che la scienza aveva inizialmente archiviato come semplice mito funerario.
Il riflesso del sole sulle sabbie di Giza rivela ora un orrore che nessun trattato di storia ha mai osato registrare.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica ambientata nel Vicino Oriente.
✔ Appassionati di racconti incentrati su misteri egittologici.
Perché è diverso
Il testo intreccia con precisione la cronaca della battaglia di Kadesh con un'esplorazione distopica del lascito faraonico. La struttura narrativa ribalta il tropo della scoperta archeologica, trasformando l'atto scientifico in un catalizzatore di una crisi biologica senza precedenti.
Dettagli Bibliografici
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