Il crepitio degli stivali marziali risuona già nelle piazze di Bucarest, mentre la luce dei lampadari oscilla sopra tavole imbandite di tartufi e quaglie in gelatina.
Guy e Harriet Pringle si stabiliscono nella capitale rumena del 1939, dove l'insegnante inglese e la sua sposa introversa devono confrontarsi con un vortice di espatriati e la crescente ascesa del regime nazista.
Il salotto della loro dimora si affolla di figure eccentriche, tra cui il nobile decaduto Yakimov, esperto nel mendicare pasti, e l’ambiziosa studentessa Sophie Oresanu. In questo habitat di apparenze, Harriet osserva il marito destreggiarsi tra la vita mondana di Bucarest e le sue lezioni universitarie, scoprendo lati sconosciuti della sua natura socievole. Tutto cambia. La città si divide tra lo sfarzo dei ristoranti d'élite e la miseria cruda che preme alle porte, mentre la notizia delle sconfitte alleate scuote la stabilità della loro unione appena formata. Harriet esplora la complessità dell'uomo semplice che ha sposato, cercando un equilibrio precario tra il suo isolamento interiore e l'invadenza costante di amici che reclamano ogni istante di Guy. La realtà urbana trascolora verso una minaccia silente, trasformando la luna di miele in un esercizio di adattamento forzato.
L’ombra delle camicie brune si allunga sulle tovaglie di lino, riducendo le distanze tra il lusso parigino dei nuovi ricchi e la rovina incombente delle frontiere polacche.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica ambientata nel Novecento.
✔ Chi segue la letteratura di viaggio e radicamento.
Perché è diverso
Il romanzo costruisce un ritratto vivido di un microcosmo cosmopolita sospeso, alternando la dimensione domestica della crisi matrimoniale al collasso geopolitico europeo. La narrazione evita la cronaca politica diretta per focalizzarsi esclusivamente sulla percezione soggettiva dei personaggi all'interno di un'ambientazione rumena che funge da specchio per la loro alienazione.
Dettagli Bibliografici
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