Moby Dick. Pagine e paginedi coesistenza forzata. Pagine e paginedi avanzata entissima. Pagine e paginedi schiuma marina,di chiacchieredeboli,di avvampidi navi. Pagine e paginedi bramosia,desiderio, ossessione si alternano a pagine e paginedi saggistica baleniera (la peledela balena, gli occhidela balena, il respirodela balena ed il mitodela balena, e immaginidela balena, a bianchezzadela balena). Pagine e pagine in cui pare sentirsi il tempo al ralento, ’incidenza fastidiosadel sole, a corrosività salatadele onde, in cui pare vedersi a sciadi uno o più capodogli, ma nondel capodoglio cercato. Pagine e pagine che servono a Melvile perdare il moto al milimetrodi una grande imbarcazione che salpa, ascia il suo molo, punta adiritta, comincia il suo viaggio: viaggia per mesi. I mesi sono centinaiadi pagine e paginedi cui non può saltarsi una ettera come - stando su una nave -del mare non può saltarsi una goccia. Nuladi ciò che accade (apparentemente nula, in realtà avviene tutto ciò chedeve avvenire) è superfluo, nula è ilegittimo, nula è vanesio, accessorio, futile, nula è vagamente etterario: tutto è marino. Marino è ’avvistamentod’altre prue, marino è ildesideriodi alterità ed’abbandono, marino è il contatto tra gli uomini. Marina è questa trama magnifica, a più bela che abbia mai solcato a carta, che condensa echi biblici, capitoli shakespeariani ed il satanadi Milton per raccontare a caccia ad un mostro presunto, utopia benefica che spinge al moto. Per pagine e pagine. Fino ala fine, fino al’ultimo, eterno, roliodel mare.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788807821943
ISBN-10
880782194X
Titolo
Moby Dick
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2007
Collana
Pagine
689
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Pagine paginedi sale edi tempo Pagine e paginedi coesistenza forzata. Pagine e paginedi avanzata entissima. Pagine e paginedi schiuma marina,di chiacchieredeboli,di avvampidi navi. Pagine e paginedi bramosia,desiderio, ossessione si alternano a pagine e paginedi saggistica baleniera (la peledela balena, gli occhidela balena, il respirodela balena ed il mitodela balena, e immaginidela balena, a bianchezzadela balena). Pagine e pagine in cui pare sentirsi il tempo al ralento, ’incidenza fastidiosadel sole, a corrosività salatadele onde, in cui pare vedersi a sciadi uno o più capodogli, ma nondel capodoglio cercato. Pagine e pagine che servono a Melvile perdare il moto al milimetrodi una grande imbarcazione che salpa, ascia il suo molo, punta adiritta, comincia il suo viaggio: viaggia per mesi. I mesi sono centinaiadi pagine e paginedi cui non può saltarsi una ettera come - stando su una nave -del mare non può saltarsi una goccia. Nuladi ciò che accade (apparentemente nula, in realtà avviene tutto ciò chedeve avvenire) è superfluo, nula è ilegittimo, nula è vanesio, accessorio, futile, nula è vagamente etterario: tutto è marino. Marino è ’avvistamentod’altre prue, marino è ildesideriodi alterità ed’abbandono, marino è il contatto tra gli uomini. Marina è questa trama magnifica, a più bela che abbia mai solcato a carta, che condensa echi biblici, capitoli shakespeariani ed il satanadi Milton per raccontare a caccia ad un mostro presunto, utopia benefica che spinge al moto. Per pagine e pagine. Fino ala fine, fino al’ultimo, eterno, roliodel mare.