Le ombre di Crevalcore si allungano sul pavimento di pietra mentre un segreto sussurrato tra le stanze distorce la realtà di ogni abitante.
In questo scorcio di fine Ottocento, una protagonista segnata dal peso delle convenzioni sociali lotta per preservare la propria integrità interiore contro le pressioni del mondo circostante.
L’architettura austera di Crevalcore riflette le tensioni sotterranee che governano la vita quotidiana, dove i sussurri nelle sale da pranzo diventano lame affilate per chiunque tenti di sfuggire al destino prestabilito. La trama si dipana attraverso un’indagine sulla sensibilità femminile che scava tra i resti di una borghesia rigida e priva di slanci, portando a galla frustrazioni che non trovano via d’uscita nel silenzio domestico.
Tutto muta lentamente.
L’incontro tra il sogno personale e la cruda prassi del quotidiano innesca un conflitto insanabile, spingendo la narrazione verso una denuncia dei soprusi sociali che soffocano le aspirazioni di chi, ancora legato alla purezza della fantasia, si scontra con l'ottusità del ceto dominante. Ogni gesto compiuto dalla donna all'interno della residenza non è che un tentativo disperato di non dissolversi in quell'impasto di convenzioni che minaccia di consumarne l'essenza stessa, isolandola in una solitudine fatta di doveri imposti e desideri negati.
Il riflesso di una vita mai vissuta resta inciso nel vetro appannato della finestra che guarda verso le campagne silenziose.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa realista tardo-ottocentesca.
✔ Studiosi delle dinamiche sociali nelle opere di Neera.
Perché è diverso
Il volume rompe le strutture narrative tradizionali fondendo l'analisi sociologica con una profondità introspettiva rara per l'epoca. La costruzione si distingue per l'abilità nel trasformare le costrizioni del quotidiano in un campo di tensione emotiva assoluta.
Dettagli Bibliografici
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