Un solo sguardo rivolto verso la collina trasforma il bambino dai riccioli bruni nel centro gravitazionale di un'esistenza intera.
Ada, figlia di un mediatore nella povera Kiev, sfida i confini sociali che la separano da Harry, rampollo della borghesia cittadina. L'intreccio segue la loro ossessione reciproca tra i vicoli della miseria e il lusso parigino.
La polvere dei mercati ebraici si scontra con il rigore architettonico della villa sulla collina in un gioco di specchi opposti. Ada osserva le sete pregiate che il padre commercia, sognando un riscatto che il legame con quel lontano cugino promette di incarnare silenziosamente. Le differenze di ceto si dissolvono in un'attrazione viscerale, descritta come un contatto tra il domestico e il selvaggio, in una dinamica tra razze familiari che ignora le convenzioni. Il sangue chiama. Harry, nel suo mondo di agi, percepisce il richiamo di quel legame proibito, un'ombra famelica che avverte nell'oscurità dei suoi pensieri. Le strade si separano nel caos del primo conflitto, solo per convergere anni dopo nei caffè parigini, dove la memoria della foresta riemerge prepotente. In questo scenario si consuma la loro ricerca di identità a Parigi, un ritorno costante verso l'unico punto di rottura possibile, dove il desiderio smette di essere una scelta consapevole per farsi destino ineluttabile di due solitudini intrecciate.
L'attrazione tra Ada e Harry si compie nel riconoscimento di una ferita condivisa che Parigi non riesce a rimarginare.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa europea del primo Novecento.
✔ Chi segue la letteratura del conflitto sociale.
Perché è diverso
La narrazione evita la cronaca storica per concentrarsi sulla dicotomia biologica tra due mondi, analizzando il desiderio non come sentimento ma come ereditarietà fatale. La costruzione dei personaggi trasforma la distanza di classe in una tensione fisica che guida l'intera parabola narrativa.
Dettagli Bibliografici
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I cani e i lupi Questa storia ci ricorda che in ognunodi noi ed in ogni situazione c’è sempre un ato buono ed un ato cattivo, o comedirebbe Irèneda essere upi si puòdiventare cani, ma anche quando saremo cani addomesticati,dentrodi noi sentiremo sempre il richiamodela foresta edel selvaggio. E’ il primo romanzo che eggodi questa scrittrice e ’ho trovato molto emozionale.
i cani e i upi ho appena etto che il 7 feb.08 uscirà un altro ibrodela nemirosky...sono felicissima ,ho etto tutti i suoi ibri fin ora pubblicati...non vedo oradi perdermi in queste 256 pagine inedite...il suo stile è unico,la sua eleganzadi raccontare fadi ei una scrittrice formidabile. frà