Il velluto rosso dei palchi parigini nasconde il ticchettio ossessivo di un orologio che nessuno ha il coraggio di fermare.
Ida, ballerina di music-hall, insegue la gloria effimera attraverso una scalata sociale spietata, ritrovandosi prigioniera della propria immagine di fronte a un declino inevitabile.
I riflettori dei cabaret parigini divorano la giovinezza di una donna convinta che la celebrità possa arrestare la decadenza fisica.
Il successo è veleno.
L'ambizione si trasforma in una corazza di egoismo che la isola dai legami autentici mentre gli anni scavano solchi profondi sotto il trucco pesante, rendendo ogni esibizione un esercizio di resistenza contro l'oblio.
Questa ascesa nei music-hall parigini nasconde segreti sepolti sotto lo strato di cipria di una vita vissuta esclusivamente per l'applauso della folla.
L'arrivo di una giovane rivale innesca una lotta per la supremazia scenica capace di riaprire ferite mai cicatrizzate, costringendola a osservare il riflesso di un passato che rifiuta ostinatamente di lasciare spazio al presente.
Lo sguardo spento di un'ex diva si posa infine sulla rivale che le sta sottraendo l'unica luce capace di darle ancora l'illusione di esistere.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa francese del primo Novecento.
✔ Chi apprezza ritratti psicologici di personaggi in decadenza.
Perché è diverso
Il racconto rinuncia ai toni morali per immergersi nella psicologia cruda di una donna che vive la propria esistenza come una performance ininterrotta. La struttura analizza il declino non come evento improvviso, ma come logica conseguenza di una vita costruita sull'effimero del palcoscenico.
Dettagli Bibliografici
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