Il vapore salmastro degli angiporti orientali si attacca al cappotto di Dario Asfar mentre il medico straniero mette piede sul molo parigino.
Dario Asfar, un esule dallo sguardo sospetto, scala i gradini dell'alta società parigina trasformandosi da emarginato in un influente guaritore di turbe psichiche.
L'ambulatorio si riempie di donne viziate che cercano risposte tra i profumi costosi e le ombre proiettate dagli specchi dorati del suo studio privato. Asfar osserva le loro mani tremanti, consapevole che ogni diagnosi è solo una recita ben orchestrata per ottenere rispetto in una città che non lo riconosce.
Tutto resta una menzogna.
Le stanze eleganti diventano la trappola dorata dove Asfar coltiva il suo ruolo di Master of souls nei salotti parigini, alimentando le dipendenze emotive di chi possiede tutto tranne la pace. La menzogna si incastra tra le pareti mentre il medico accetta con distacco la sua natura di ciarlatano in ascesa sociale, consapevole che ogni paziente guarita consolida il suo potere illusorio. Sotto gli sguardi scrutatori della buona borghesia, il protagonista si muove con la precisione chirurgica di chi sa che l'impostura è l'unico linguaggio possibile per conquistare un posto in un mondo che lo vorrebbe confinato al margine.
Il riflesso nello specchio rivela un uomo che ha barattato la propria integrità con il potere di manipolare i vuoti altrui.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa psicologica francese del Novecento.
✔ Chi apprezza ritratti di personaggi in ascesa sociale.
Perché è diverso
La struttura scava nel paradosso di un outsider che ottiene l'accettazione sociale attraverso il plagio psichico. L'opera rifiuta il giudizio morale, preferendo esplorare la consapevolezza lucida e cinica del protagonista circa la propria impostura.
Dettagli Bibliografici
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