I fari dei veicoli tagliano l'oscurità mentre una colonna infinita di parigini abbandona la città sotto il peso dell'occupazione.
L'autrice traccia la cronaca dell'esodo in Francia e la complessa convivenza forzata tra civili e soldati nel piccolo centro borgognone.
Issy-l'Évêque diviene lo scenario dove la disfatta della Francia costringe gli abitanti a rivelare il proprio volto più nascosto tra egoismi quotidiani e residui slanci di solidarietà, mentre le autorità naziste impongono la propria rigida presenza.
La guerra muta tutto.
Lucile, in attesa di notizie dal fronte, si ritrova a gestire la convivenza forzata con un ufficiale tedesco alloggiato nella sua abitazione, dando inizio a una passione ambigua e tormentata che trascende il conflitto militare per radicarsi nell'intimità quotidiana. Gli eventi bellici si intrecciano in un serrato gioco di sguardi, trasformando le case e le strade provinciali in un palcoscenico dove la Storia travolge le vite private, annullando le distinzioni tra vincitori e vinti in un drammatico gioco di sopravvivenza.
L'incompiutezza dell'opera si riflette nel silenzio di una nazione che cerca ancora di comprendere le proprie ferite aperte.
Un ufficiale tedesco siede a un tavolo imbandito in una casa che non gli appartiene, osservando una donna che attende un uomo forse già perduto nel fumo della ritirata.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica europea del Novecento.
✔ Chi segue la letteratura francese del periodo bellico.
Perché è diverso
La struttura narrativa è concepita come un poema sinfonico in cinque movimenti, un esperimento formale interrotto bruscamente dalla realtà storica. L'opera si distingue per la capacità di sovrapporre il resoconto corale dell'esodo all'analisi spietata di una singola, torbida relazione affettiva.
Dettagli Bibliografici
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