La nebbia ristagna tra i portici di mattoni rossi, soffocando le conversazioni dei signorotti locali nei caffè di Piazza Maggiore.
Alfredo Oriani delinea la parabola di una nobiltà decadente nella Bologna di fine Ottocento, dove il prestigio familiare si sgretola sotto il peso di ambizioni frustrate.
I palazzi nobiliari custodiscono segreti di antichi privilegi ormai privi di sostanza economica, mentre i discendenti di casate illustri guardano con sgomento al mutamento dei tempi. Le tracce lasciate dalla borghesia emergente emiliana costringono i protagonisti a un confronto spietato con la realtà di un potere che non hanno più la forza di esercitare.
Tutto sta per svanire.
La lentezza dei pomeriggi trascorsi nei salotti si scontra con l'inevitabile declino delle rendite agrarie, trasformando il decoro sociale in una maschera di sofferenza privata e isolamento. Le aspettative di una generazione, ancorata al passato, si infrangono contro la necessità di accettare una trasformazione radicale che ne erode ogni certezza individuale.
Il crepuscolo si allunga sui viali deserti, lasciando spazio solo al silenzio della memoria.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura italiana di fine Ottocento.
✔ Appassionati di narrativa storica ambientata in Emilia.
Perché è diverso
L'opera si distingue per il ritratto crudo di una specifica classe sociale in transizione, lontana dalle idealizzazioni del periodo. La narrazione costruisce la decadenza non come evento improvviso, ma come lenta erosione dettata da precisi mutamenti economici.
Dettagli Bibliografici
