Il sangue di Achille si rapprende sulla sabbia mentre Patroclo giace immobile nel silenzio della tenda.
Ventisette incontri tra figure del mito greco esplorano la precarietà dell'esistenza umana e il peso ineludibile della fine terrena. L'autore interroga la natura del dolore attraverso le voci di eroi ed entità divine che abitano la memoria collettiva.
Odisseo osserva le onde di Ogigia mentre Calipso attende un ritorno che non approderà mai a Itaca.
Il destino è scritto.
Tiresia svela a Edipo l'oscurità celata dietro ogni passo compiuto, rendendo l'esistenza una ricerca tragica dell'origine sospesa tra la terra e l'invisibile. Nelle conversazioni tra Eros e Tànatos emerge la cruda sostanza del vivere, dove ogni piacere si consuma nel medesimo istante in cui viene esperito.
Il mito diventa la sola lingua capace di decodificare l'essenza dell'uomo, cristallizzando gesti antichi in una forma che sfida la consunzione dei secoli. Le figure classiche, spogliate dalla loro aura di grandezza, si confrontano con il vuoto lasciato dal silenzio divino che precede l'ultimo, irreversibile atto del commiato.
L'eco dei passi di un dio morente si dissolve tra le rocce deserte di una Grecia senza tempo.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura mitologica del Novecento.
✔ Chi apprezza la prosa lirica di matrice classica.
Perché è diverso
L'opera sovverte la distanza tra divino e mortale trasformando il mito in una riflessione filosofica sulla finitudine. La struttura a dialoghi brevi crea una sospensione temporale che isola l'essenza del dolore dal racconto epico tradizionale.
Dettagli Bibliografici
Tantissimi libri in promozione sconto
