Hatem e Suleika si muovono tra le architetture arabo-normanne della Zisa e scenari costieri dove il mare si dissolve nell'orizzonte.
Il racconto segue gli spostamenti di due amanti erranti, sospesi tra la memoria persistente di Baghdad e la geografia cangiante della Sicilia. Silvio Perrella costruisce una narrazione che procede per frammenti e soste, trasformando luoghi come fari, porti e giardini in architetture effimere, simili a visioni di una lanterna magica. La prosa indaga la condizione dell'esilio e del transito, sovrapponendo la dimensione del viaggio fisico alla percezione soggettiva del tempo. Il testo si articola come un mosaico di letteratura di viaggio contemporanea, in cui lo spostamento spaziale diventa il riflesso di un’instabile, continua ricerca di identità e appartenenza nelle pieghe dell'ordinario.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa contemporanea italiana
✔ Studiosi delle geografie letterarie del Mediterraneo
Perché è diverso
La struttura narrativa non segue traiettorie lineari, privilegiando il ritmo dei luoghi descritti come personaggi attivi che interagiscono direttamente con l'interiorità dei protagonisti.
Dettagli Bibliografici
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