La polvere dell'archivio si solleva al tocco di dita incerte sulla rilegatura di una collezione del 1928.
Adriana Braggi, prigioniera di una vedovanza opprimente e di una salute precaria, intraprende un percorso verso la città di Palermo, cercando nel movimento una rottura con l'immobilità domestica.
La sosta in una clinica siciliana trasforma la fuga in una confessione di desideri a lungo soffocati dal rigore familiare.
Tutto muta forma.
Il percorso si intreccia con i frammenti di esistenze colte nel fulcro di un cambiamento, dalle ombre silenziose di una clinica fino agli echi di Leonora, addio! che risuonano nelle stanze deserte. Ogni pagina restituisce la tensione tra la norma sociale e l'urgenza di un'autenticità spesso negata, rivelando la fragilità nascosta dietro gesti quotidiani come la cura di un uccello impagliato o lo smarrimento di un oggetto comune. La narrazione procede per strati, svelando la trama invisibile che lega i destini dei personaggi alle consuetudini soffocanti della vita provinciale dell'epoca.
Il binario della ferrovia svanisce nel buio, lasciando sospesa la verità di un addio che non trova mai compimento definitivo.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa italiana del primo Novecento.
✔ Estimatori della forma breve nel canone letterario classico.
Perché è diverso
L'opera si distingue per l'aderenza filologica all'edizione integrale del 1928, mantenendo intatta la struttura originaria voluta dall'autore. La selezione integra le dinamiche psicologiche dei protagonisti in un mosaico che riflette l'intera raccolta, offrendo una visione d'insieme sulla poetica del frammento pirandelliano.
Dettagli Bibliografici
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