Uno, nessuno e centomila. "Uno, nessuno e centomila" (1926) fu definito da Pirandello "romanzo
testamentario". Si tratta infatti del suo ultimo romanzo e segna il culmine
della riflessione sulla disgregazione del soggetto iniziata con "Il fu Mattia
Pascal" (1904). Attraverso la tragedia di Vitangelo Moscarda - che scopre di
essere estraneo a se stesso, "costruito" dagli altri a modo loro, molteplice
quante sono le situazioni in cui si trova - Pirandello costruisce una delle
rappresentazioni più efficaci dell'assurdità dell'uomo moderno, e delinea la
sua filosofia. Alla base della sua visione del mondo, come mostra il filosofo
Remo Bodei, c'è la sfiducia che l'uomo possa accrescere la sua coscienza in
modo positivo attraverso la messa in luce e il superamento delle
contraddizioni.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788807820793
ISBN-10
880782079X
Titolo
Uno, nessuno e centomila
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2007
Collana
Pagine
XXX-221
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili