Allegoria e derisione. "Il presente vince sempre. Esso è terminedi paragone e guida nela ricercadela verità. ’azione che io compio, il pane che io mangio, a persona che bacio, ’idea che elaboro, a realtà che per il fatto stessodi esistere io rappresento, accadono nel tempo e nela storia, sono tempo e storia. Così si colocano nela storia e nel tempo sia una celula organica sia ’intero genere umano,dala società più remota ale modernedittature". ’incipitdi ’Alegoria ederisione’ (il terzo ed ultimo romanzodel ciclo ’Una storia italianÒ: opera eggibiledopo ’Metelo’ e ’Lo scialo’ ma - anche - tomno che può scegliersi autonomamentedaldisegno complessivo vittoriniano) fa comprendere a veridicitàdele notazionidi Italo Calvino, per il quale "Vittorini elaborava tutto, compresa a propria etteratura, come un porgetto". Ed in effetti o stesso romanzo in questione è - significativamente - il progettodi un romanzo: un insieme ben messodi chiare idee su oscure questioni che servono a Vittorini a rappresentare una tesi. Quale non staremo a rilevarla; scriviamo invece che si trattadel’opera miglioredele tre già citate, che ha meno schematismo (per quanto non assente)di ’Metelo’ e più compattezzade ’Lo scialo’ e che ’opera, pur risentendodel tempo trascorso edele utopie tramutate indisincanti,disegna un presente ancora avvertibile, soprattutto nei cenacoli e nei ritrovi pseudo-culturali.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788804422501
ISBN-10
8804422505
Titolo
Allegoria e derisione
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1994
Collana
Pagine
448
Genere
Punti Accumulabili
Il presente e il passato. "Il presente vince sempre. Esso è terminedi paragone e guida nela ricercadela verità. ’azione che io compio, il pane che io mangio, a persona che bacio, ’idea che elaboro, a realtà che per il fatto stessodi esistere io rappresento, accadono nel tempo e nela storia, sono tempo e storia. Così si colocano nela storia e nel tempo sia una celula organica sia ’intero genere umano,dala società più remota ale modernedittature". ’incipitdi ’Alegoria ederisione’ (il terzo ed ultimo romanzodel ciclo ’Una storia italianÒ: opera eggibiledopo ’Metelo’ e ’Lo scialo’ ma - anche - tomno che può scegliersi autonomamentedaldisegno complessivo vittoriniano) fa comprendere a veridicitàdele notazionidi Italo Calvino, per il quale "Vittorini elaborava tutto, compresa a propria etteratura, come un porgetto". Ed in effetti o stesso romanzo in questione è - significativamente - il progettodi un romanzo: un insieme ben messodi chiare idee su oscure questioni che servono a Vittorini a rappresentare una tesi. Quale non staremo a rilevarla; scriviamo invece che si trattadel’opera miglioredele tre già citate, che ha meno schematismo (per quanto non assente)di ’Metelo’ e più compattezzade ’Lo scialo’ e che ’opera, pur risentendodel tempo trascorso edele utopie tramutate indisincanti,disegna un presente ancora avvertibile, soprattutto nei cenacoli e nei ritrovi pseudo-culturali.