Il gelo di Kodiak morde le dita dei coloni russi mentre le navi ufficiali levano l’ancora per non tornare mai più.
Nel 1867, mentre l’Alaska passa di mano, un manipolo di esuli russi sfida l’oblio cercando protezione presso i guerrieri Tlingit per opporsi all'espansione statunitense.
Il comandante Kornikov guida una pattuglia attraverso valli selvagge nel tentativo di siglare una fragile alleanza interetnica contro le mire espansionistiche dei nuovi arrivati.
Il freddo paralizza.
A bordo dell'Olympus, le divise blu americane ignorano la vastità del territorio che intendono mappare, scatenando una spirale di violenza dopo uno scontro fatale con gli isolani Haida.
La rotta verso nord trascina le vite dei marinai e dei disertori russi verso un unico punto di convergenza geografica e bellica.
Questa odissea coloniale nel Pacifico del Nord intreccia i destini dei popoli nativi con le ambizioni infrante degli ex sudditi dello Zar, trasformando ogni lembo di terra in un avamposto conteso dove le parole non bastano più a fermare l'inevitabile scontro finale.
Il ghiaccio nasconde i volti di chi non ha più una patria dove tornare.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica ambientata in Alaska.
✔ Appassionati di saghe coloniali sull'espansione americana.
Perché è diverso
La struttura narrativa intreccia la prospettiva dei coloni russi decaduti con l'avanzata tecnologica della marina statunitense. L'ambientazione sposta il focus dai classici scenari bellici ai conflitti diplomatici e culturali di un territorio in fase di transizione geografica.
Dettagli Bibliografici
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