Il fango del fronte finlandese si incrosta sulle uniformi logore mentre l'esplosivo divora i depositi russi nel cuore della notte.
Sven e i compagni della compagnia di disciplina compiono sortite brutali dietro le linee nemiche, sperando di riscattare la propria condanna attraverso la violenza del conflitto.
La neve del Nord cede il passo al grigio asfalto di una Berlino ridotta in macerie, dove ogni edificio sventrato è memoria di un collasso ormai inesorabile.
Il freddo resta.
Questi uomini, reduci da incursioni in cui la vita ha perso valore, si ritrovano inquadrati in un meccanismo burocratico spietato nel cortile di una prigione cittadina.
Devono servire la giustizia hitleriana tra le rovine, trasformandosi in esecutori materiali di sentenze emesse da tribunali che hanno smarrito ogni parvenza di umanità.
Questa corte marziale nel Reich in agonia impone loro di fucilare prigionieri e disertori, trasformando la loro licenza in un esercizio di crudeltà che non offre né riposo né redenzione.
Il crepitio secco dei fucili che risuona nel cortile sancisce la fine definitiva di ogni residuo di coscienza individuale.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica bellica europea.
✔ Chi segue la letteratura cruda del fronte orientale.
Perché è diverso
La narrazione sposta il baricentro dell'esperienza bellica dal fronte alla degradazione morale delle retrovie berlinesi. L'opera documenta la transizione forzata dei protagonisti da sabotatori a carnefici, mettendo in luce l'assurdità burocratica che sopravvive tra le macerie di una capitale distrutta.
Dettagli Bibliografici
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