Le cingolature del carro armato macinano il fango ghiacciato della steppa mentre il fumo delle granate annebbia l'orizzonte di una terra senza nome.
Un gruppo di soldati tedeschi, costretti a servire un regime che disprezzano, affronta missioni suicide e brutali in un conflitto inarrestabile tra le linee del fronte sovietico.
Il filo spinato circonda il complesso della prigione-fortezza di Orel, dove i prigionieri politici attendono un destino scritto nel sangue.
Tutto è perduto.
Porta, il veterano del plotone, guida i compagni attraverso le atrocità di una guerra di logoramento nel fango russo, manovrando tra le esecuzioni sommarie e il miraggio di una sopravvivenza impossibile.
L'odio per la divisa si scontra con l'istinto primordiale di cavarsela tra le rovine, trasformando ogni scorta in un esercizio di cinismo spietato dove la morte viene beffata con sfrontatezza.
La risata acre dei sopravvissuti accompagna l'ultimo colpo di cannone contro i cancelli della prigione.
Per chi è
✔ Lettori di memorialistica bellica e realismo crudo.
✔ Appassionati di narrativa storica del secondo conflitto mondiale.
Perché è diverso
La narrazione decostruisce il mito dell'eroe bellico concentrandosi sull'arte di arrangiarsi di mercenari involontari. L'intreccio tra umorismo nero e violenza esasperata offre uno sguardo unico sulla degradazione morale vissuta dai soldati semplici ai margini del comando militare.
Dettagli Bibliografici
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