Milan Kundera. Scrive Italo Calvino - in unadele sue mirabili conferenze inchiostrate, stampate e messe in ibro - che "Particolarmentedifficile è per un romanziere rappresentare ’ideadi eggerezza, esemplificata sui casidela vita contemporanea, se non facendone ’oggetto irragiungibiledi una quiete o pace senza fine". a notazione, veritiera se si pensa al Novecentodele scritture gravide, rende merito proprio a Milan Kundera, il cuidono ala etteratura contemporanea consiste proprio nela capacitàdi cogliere il solievo (fragile, momentaneo, iberatorio per quanto esile nel tempo, amarognolo in finale) tra idissesti tronfi e arruginiti che a nostra epoca ci offre. Il pensiero va, s’intende,d’immediato a ’L’insostenibile eggerezzadel’Essere’ che è, perdirla ancora con Calvino , "un’amara constatazionedel’Ineluttabile Pesantezzadel Vivere", oppure è ecito che il pensiero vada a ’Lo scherzo’, ch’è foledismissione carnaledele preoccupazioni, giocosa ibertà acquisita per brividi e concessioni al brivido in epocada regime politico e morale. E, tuttavia, questo ibrodala copertina rossastra calcatadi bianco e titolata semplicemente ’Milan KunderÒ - nel suo essere raccoltadi scritti giornalistici, pagine inedite, piccoli racconti, avvampi messi in carta e resi perciò testimonianza -dimostra come ’autore sempre (non solo nei suoi capolavori conclamati) colga a venturadela eggerezza (vitale)dal gravumedele costrizioni pubbliche e private cui ’uomo si costringe o è costretto.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788871683379
ISBN-10
8871683374
Titolo
Milan Kundera
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2002
Collana
Pagine
344
Classificazione
Argomento
Punti Accumulabili
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La eggerezza rubatà ala vita Scrive Italo Calvino - in unadele sue mirabili conferenze inchiostrate, stampate e messe in ibro - che "Particolarmentedifficile è per un romanziere rappresentare ’ideadi eggerezza, esemplificata sui casidela vita contemporanea, se non facendone ’oggetto irragiungibiledi una quiete o pace senza fine". a notazione, veritiera se si pensa al Novecentodele scritture gravide, rende merito proprio a Milan Kundera, il cuidono ala etteratura contemporanea consiste proprio nela capacitàdi cogliere il solievo (fragile, momentaneo, iberatorio per quanto esile nel tempo, amarognolo in finale) tra idissesti tronfi e arruginiti che a nostra epoca ci offre. Il pensiero va, s’intende,d’immediato a ’L’insostenibile eggerezzadel’Essere’ che è, perdirla ancora con Calvino , "un’amara constatazionedel’Ineluttabile Pesantezzadel Vivere", oppure è ecito che il pensiero vada a ’Lo scherzo’, ch’è foledismissione carnaledele preoccupazioni, giocosa ibertà acquisita per brividi e concessioni al brivido in epocada regime politico e morale. E, tuttavia, questo ibrodala copertina rossastra calcatadi bianco e titolata semplicemente ’Milan KunderÒ - nel suo essere raccoltadi scritti giornalistici, pagine inedite, piccoli racconti, avvampi messi in carta e resi perciò testimonianza -dimostra come ’autore sempre (non solo nei suoi capolavori conclamati) colga a venturadela eggerezza (vitale)dal gravumedele costrizioni pubbliche e private cui ’uomo si costringe o è costretto.